Scuola, rebus maturità: orale online se non c’è sicurezza

Gli esami di maturità potrebbero doversi svolgere a distanza se non ci sarà un protocollo di sicurezza nazionale a difesa della salute di studenti e insegnanti

A poco più di un mese dall’inizio della maturità, che dovrebbe prendere il via martedì 17 giugno alle ore 8.30, sono ancora tante le criticità da risolvere. Secondo il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) è indispensabile che venga emanato con urgenza un protocollo di sicurezza nazionale “stringente, dettagliato e prescrittivo a garanzia della salute di tutto il personale coinvolto” negli esami di Stato e degli alunni.
E raccomanda che in sua assenza o nell’impossibilità di poterne applicare le prescrizioni, è “indispensabile prevedere che gli esami di maturità avvengano a distanza”.

La risposta del Ministero, tuttavia, non si è fatta attendere e rassicura sul fatto che le misure per garantire la sicurezza di docenti, personale scolastico, famiglie e studenti sono già pronte.
La titolare dell’Istruzione, Lucia Azzolina, durante un’audizione in Commissione Cultura della Camera ha ribadito che “Gli esami di Stato per il secondo ciclo avranno inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte”.

Ma ora torna in campo l’ipotesi di un esame di Stato a distanza anche per le scuole superiori, come già deciso per la terza media.

Anche l’Associazione nazionale presidi ha scritto alla ministra Lucia Azzolina per esprimere forti perplessità sulla scelta di fare la maturità in classe: “È prevedibile che nelle commissioni siano inserite numerose persone fragili”, scrive Antonello Giannelli, riferendosi anche all’età dei docenti che potrebbero essere chiamati per la maturità e che potrebbero avere più di 55 anni, “che secondo l’Inail sono lavoratori destinatari di particolare attenzione e misure di prevenzione”.

Non solo maturità. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione guarda anche alla riapertura di settembre. Per questo, inserita in testa al parere sulla valutazione, la richiesta di “strumenti altrettanto straordinari” per avviare l’anno scolastico 2020/21.
“In vista dell’anno scolastico 2020/’21 sarà necessario intervenire tempestivamente con provvedimenti normativi che riducano il numero minimo di alunni di ogni istituzione scolastica dimensionata e il numero minimo di alunni per classe e di conseguenza determinino l’aumento degli organici di tutto il personale della scuola, dirigente, docente, amministrativo”. Tuttavia, in assenza di un calendario scolastico ancora da varare, “è inopportuno dare indicazioni prescrittive alle scuole sull’avvio delle attività didattiche e sulle modalità di recupero degli apprendimenti. Tale previsione”, chiude il Cspi, “è lesiva dell’autonomia delle scuole e delle prerogative del collegio docenti”.

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