Scuola, ritorno alla didattica a distanza per gli studenti delle superiori? Tutti i chiarimenti

A proporre un ritorno alla DAD per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado è stata la Conferenza delle Regioni durante la firma del nuovo Dpcm

No, non ci sarà il ritorno alla didattica a distanza per gli studenti delle scuole superiori. Fughiamo immediatamente ogni dubbio sollevato in merito, dopo il caos di ieri sera durante la firma del nuovo Dpcm Conte (qui trovate la guida di QuiFinanza completa sul nuovo Dpcm).

Il Governo, e in particolare la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ha chiaramente negato l’opzione di un ritorno alla DAD per le scuole superiori.

La proposta della DAD della Conferenza delle Regioni

A proporre un passo indietro, nonostante il “no” fermo anche da parte della stragrande maggioranza dei genitori, è stata la Conferenza delle Regioni, presieduta dal governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che si è fatto portavoce del presidente del Veneto Luca Zaia e di un gruppo di governatori.

La proposta è stata avanzata perché direttamente collegata all’eventuale necessità di ridurre il numero di passeggeri a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale, numero su cui gli studenti come ovvio incidono in maniera predominante in alcuni orari di punta.

La replica di Azzolina

Ma Conte, Azzolina e gli altri hanno risposto fermamente con un “no”. Non c’è alcuna ipotesi sul tavolo di ricorrere alla didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per risolvere le questioni relative ai trasporti. Un’ulteriore batosta, questa, se fosse passata, che avrebbe ancora una volta sacrificato i bisogni, didattici ma anche sociali, dei più giovani.

“I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere. Anche per quelli più grandi la didattica in presenza è fondamentale perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove” ha detto la ministra Azzolina. “I numeri e le analisi dell’Istituto Superiore di Sanità ci confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole. L’attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo”.

Nel Dpcm firmato da Conte si legge chiaramente che “ferma restando la ripresa delle attività dei servizi educativi e dell’attività didattica delle scuole di ogni ordine e grado secondo i rispettivi calendari, le istituzioni scolastiche continuano a predisporre ogni misura utile all’avvio nonché al regolare svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021, anche sulla base delle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2, elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità di cui all’allegato 21”.

Tradotto, si dovrà fare tutto il possibile per proseguire la didattica in presenza, anche tra gli studenti più grandi.

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