Scuola, Ascani annuncia tre scenari e didattica in presenza per i più piccoli

Per le scuole superiori, si immagina invece una didattica mista, anche da remoto. Il piano descritto dalla viceministra dell'Istruzione

Per il ritorno a scuola, sul tavolo del Governo ci sono “tre differenti scenari”, immaginati insieme al Comitato tecnico-scientifico, “a seconda dell’andamento dell’epidemia”. A dirlo è la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani in un’intervista rilasciata a SkyTg24.

A ordini diverse, modalità diverse

Se quindi le ipotesi sul piatto sono ancora diversificate a seconda degli sviluppi epidemiologici dei prossimi mesi, a fare da “perno” c’è però un principio, esplicitato dalla Viceministra: che, cioè, a ordini scolastici diversi corrispondono esigenze e modalità diverse. Sono soprattutto i bambini più piccoli, ha spiegato ad avere “assolutamente bisogno di recuperare una relazione in presenza“.

Per elementari e medie, lezioni in presenza

Questo significa che per la scuola primaria e secondaria di primo grado, cioè  per scuole elementari e medie, il ministero dell’Istruzione immagina “di poter avere la scuola in presenza. Naturalmente”, ha specificato Ascani “riducendo i gruppi classe, quindi per esempio facendo in modo che una classe sia divisa in due, ma moltiplicando le attività che si fanno”, cioè aggiungendo “ai curricula tradizionali più musica, arte, sport, creatività digitale e laboratori”. Tutte attività per cui si utilizzerebbero “altri spazi che stiamo individuando insieme agli enti locali”.

Per le superiori, didattica mista

Per gli studenti più grandi, invece, la didattica a distanza potrà essere una risorsa da sfruttare maggiormente. Il motivo, ha spiegato Ascani, è che i ragazzi di età maggiore “si gestiscono meglio anche da soli”: il Ministero, quindi, prevede “che una parte dell’attività sia comunque fatta in presenza, perché anche loro hanno bisogno di rientrare a scuola, però molto probabilmente in questo caso la didattica a distanza continuerà ad essere una parte del loro curriculum”. In pratica, per le scuole superiori si alternerà didattica in presenza e didattica a distanza, che anche in questi mesi “nelle scuole secondarie di secondo grado ha funzionato meglio”.

Ampliamento dell’organico

Quanto all’ampliamento dell’organico che potrebbe essere necessario per la nuova organizzazione, il ministero dell’Istruzione sta interloquendo – ha detto Ascani – con quello dell’Economia. “Avremo sicuramente bisogno di professionalità specializzate per le nuove attività”, ha previsto la Viceministra, che ha auspicato una collaborazione con il terzo settore: “Naturalmente i Comuni hanno anche delle relazioni importanti con enti del Terzo Settore e associazioni che possono farsi carico di un pezzetto di queste attività educative, però per noi conta avere un organico potenziato, perche’ naturalmente e’ quello che ci permette di organizzare più attività”.

Le preoccupazioni dei sindacati

Proprio sulla prospettiva dell’insegnamento da remoto e sulla necessità di potenziare l’organico, i sindacati hanno espresso in queste settimane le proprie preoccupazioni. Sulla didattica a distanza, Massimilano De Conca, funzionario nazionale Flc Cgil, aveva osservato: “Ad oggi non è stata regolamentata, lasciando a ogni scuola il compito di organizzarsi ed escludendo di fatto 1 milione e mezzo di studenti”, tagliati fuori dal digital divide. Uno degli ostacoli è che non tutti gli studenti hanno a disposizione il pc negli stessi orari, specialmente nel caso in cui debbano utilizzare quello dei genitori, lontani da casa per lavoro fino a sera.

Quanto alla didattica a gruppi ridotti, Massimo Sambruna, segretario generale della Cisl, aveva denunciato il “ritardo preoccupante” nell’organizzazione del prossimo anno scolastico e aveva avvertito: “O il Ministero ci dà organico aggiuntivo sia di docenti che di personale Ata o non si potrà fare”.

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