Sciopero mezzi pubblici a Torino il 14 settembre: scoppia il caso GTT

L'azienda di trasporto pubblico locale GTT ha proclamato nel capoluogo piemontese uno stop di tutti i mezzi pubblici di ben 24 ore proprio nel primo giorno di scuola

Sembra uno scherzo di cattivo gusto, una battuta infelice, e invece è tutto vero. Nel primo giorno di scuola che, se tutto sarà confermato, prenderà il via lunedì 14 settembre, ecco che in una delle più grandi città italiane, la quarta per popolazione per l’esattezza, viene proclamato, proprio in quel giorno, lo sciopero del trasporto pubblico.

Sciopero a Torino, gli orari

Il 14 settembre, quando autobus, tram e metro avrebbero dovuto essere presi d’assalto (nel rispetto nelle norme anti-Coronavirus fissate dal Cts, naturalmente) dagli studenti di ogni ordine e grado per il rientro a scuola dopo 7 mesi di chiusura, a Torino l’azienda del trasporto pubblico locale GTT ha proclamato lo stop dei mezzi pubblici.

Uno sciopero che ha già scatenato l’ira dei cittadini, visto che si tratterà di uno stop di ben 24 ore in quello che si prospetta essere uno dei giorni più “caldi” di questo autunno bollente.

I motivi della protesta

Il blocco dei mezzi pubblici di 24 ore, che comunque dovrà rispettare le fasce di garanzia, è stato indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Ugl e dalle rispettive Rsu. Interesserà tutti i mezzi Gtt: bus, tram, metropolitana e treni.

Il motivo dello sciopero è legato alle norme di sanificazione anti-Covid. “Non ci fidiamo più. Gtt chiede agli autisti di provvedere alla sanificazione dei mezzi senza fornire materiale idoneo, con tutti i rischi che questo comporta, e ora vuole privatizzare il controllo dei biglietti” tuonano i sindacati.

La situazione economica di GTT, definita “disastrosa” con una perdita che nel 2019 è stata di 16 milioni di euro e nel 2020 potrebbe raggiungere i 30-40 milioni, mette evidentemente a rischio i 430 dipendenti.

“Gtt non ci ha informato della situazione economica, le relazioni industriali sono pessime e non vengono applicati i protocolli per la sicurezza anti-Covid messi a punto a livello nazionale” attacca Vincenzo Bernardi della Fit Cisl.

Ma i motivi sono anche altri. La protesta è dovuta anche alla mancanza di sicurezza per il personale e per i cittadini. Nel mese di agosto ci sono stati tre episodi di aggressione dei controllori. “Siamo preoccupati per la ripartenza e per questo abbiamo scelto per lo sciopero un giorno simbolico come il 14 settembre” spiega Vincenzo Filoramo dell’Ugl. Una decisione che, però, sta già creando enormi disagi.

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