Scadenza il 10 marzo per le vaccinazioni obbligatorie. Cosa fare

Vaccinazioni obbligatorie dei figli da 0 a 16 anni: quali sono i documenti da presentare regione per regione, i provvedimenti e le sanzioni previste

Il 10 marzo scade il termine per poter presentare tutte le certificazioni riguardanti i vaccini dei figli iscritti ad asili nido, scuole dell’infanzia e per tutti i gradi della scuola dell’obbligo, fino al compimento dei 16 anni dei ragazzi.

Quali vaccinazioni – Per essere considerati in regola i bambini devono aver ricevuto la somministrazione di tutti i vaccini obbligatori dettati dal calendario vaccinale, deciso dal Ministero della Salute.
Dopo il decreto vaccini del 2017, le vaccinazioni obbligatorie per i bambini da 0 a 16 anni sono passate a 9: antipoliomielitica, antidifterica, antitetanica e antiepatite B, antipertosse, antihaemophilus influenzae tipo B, antimorbillo, antirosolia, antiparotite (MPR). L’antivaricella è obbligatoria solo per i nati dal 2017.

Lazio e Veneto escluse – Sono escluse dalla scadenza Lazio e Veneto, regioni che hanno creato un anagrafe vaccinale e che, per questo, potranno avere una procedura semplificata. Saranno le aziende sanitarie locali a contattare direttamente le scuole e a consegnare entro il 10 marzo l’elenco degli inadempienti. Entro il 20 marzo i dirigenti scolastici chiederanno quindi alle famiglie non in regola di mettersi alla pari con le vaccinazioni entro 10 giorni. Spetterà sempre ai dirigenti comunicare all’Asl eventuali inadempienze, entro il 30 aprile 2018.

Quali documenti – Per le famiglie che risiedono nelle altre regioni, il Miur ha dato disposizioni ben precise, tramite una nota dello scorso 28 febbraio. Entro sabato 10 marzo, i genitori che hanno presentato la dichiarazione sostitutiva di avvenute vaccinazioni, dovranno consegnare alla scuola la documentazione ufficiale che attesti le avvenute vaccinazioni, come la copia del libretto vaccinale timbrato dall’azienda sanitaria locale o l’attestazione rilasciata dall’ente competente dell’Asl.

Per quelle famiglie invece che all’iscrizione a scuola dei figli hanno dichiarato di aver fatto richiesta all’Asl di competenza di somministrare le vaccinazioni mancanti, dovranno attestare di aver effettivamente richiesto la prenotazione e dovranno assicurarsi di effettuare la vaccinazione. Una volta vaccinato il bambino, dovranno portare tutta la documentazione ufficiale che attesti la somministrazione.

Provvedimenti e sanzioni – Se entro il 10 marzo non verranno presentate le documentazioni richieste, ai bambini frequentanti asili nido e scuole dell’infanzia, pubbliche e private non paritarie, non verrà permesso di accedere ai servizi. Rimarranno iscritti, ma potranno essere riammessi in classe soltanto dopo aver provveduto a mettersi in regola secondo il calendario vaccinale.
A partire dai 6 anni e dall’inizio della scuola dell’obbligo, i bambini invece potranno continuare a frequentare le lezioni. In entrambi i casi le famiglie riceveranno una sanzione amministrativa tra i 100 e i 500 euro.

Scadenza il 10 marzo per le vaccinazioni obbligatorie. Cosa fare