Reddito di cittadinanza: andrà a chi ha la seconda casa?

Anche chi possiede una seconda casa potrebbe usufruire del reddito di cittadinanza. Seppur con dei limiti

Stanno giungendo le prime indicazioni operative del ministero del Lavoro in merito alla riforma della rete dei centri per l’impiego. Tra queste anche il via libera al reddito di cittadinanza per chi possiede un’altra casa.

Il reddito di cittadinanza terrà conto, in particolare, dell’Isee e della proprietà principale, da cui verrà scontata una quota equivalente all’affitto imputato di circa 400 euro. Tuttavia, questa importante novità, che ha sciolto alcuni dubbi (circolavano delle fake news le quali affermavano che la pensione di cittadinanza non spettasse ai proprietari di casa), sarà considerata un capitale immobiliare fino al valore massimo di 30mila euro.

Questo provvedimento è ancora allo studio da parte del Governo ed in queste settimane verranno posti ulteriori limiti per l’erogazione dell’assegno. È comunque sicuro che tutte le spese fatte con il reddito di cittadinanza verranno tenute sotto stretto controllo.

Come si potrà ricevere la somma? Essa verrà accreditata su una carta, la quale potrà essere utilizzata soltanto per alcune spese, come ad esempio fare la spesa o pagare l’affitto. Sono tanti, infatti, i limiti indicati all’uso che si potrà fare del sostegno economico da parte dello Stato. Le tecnologie presenti nella card stessa, infatti, disabiliteranno l’uso del reddito in alcuni negozi: non sarà possibile, per esempio, andare a comprare dei gratta e vinci, sigarette o beni di non indispensabile necessità.

Sono altri i vincoli e le imposizioni che la richiesta del reddito di cittadinanza implica. Coloro che otterranno il reddito di cittadinanza dovranno siglare un accordo con i centri dell’impiego per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità: se si rifiuta per 3 volte consecutive un’offerta di lavoro, si perde il sussidio. Tuttavia si potranno rifiutare offerte più lontane di 50 km (se il sussidio è di un anno), oppure di 80 km (se il sussidio è superiore ad un anno).

Ricordiamo che l’assegno erogato avrà un importo di 780 euro mensili e che sarà destinato a quei cittadini maggiorenni e disoccupati di nazionalità italiana (o residenti in Italia da almeno dieci anni) che vivono sotto la soglia di povertà. L’Istat, attualmente, stima in circa 6,5 milioni di italiani la platea di persone che avranno necessità del reddito di cittadinanza.

L’erogazione dell’assegno seguirà, comunque, un criterio di gradualità. Chi non percepisce alcuna forma di introito, avrà l’assegno pieno. Per coloro che hanno un reddito minimo, l’importo dell’assegno andrà ad integrare fino a raggiungere la cifra di 780 euro. Coloro che vivono in coppia potranno disporre di un assegno di circa 1170 euro, mentre sarà di 1560 euro l’assegno per una famiglia di tre persone.

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