Quanto può costare un curriculum gonfiato

Non solo credibilità professionale, ma anche rischi dal punto di vista penale e civile per un curriculum gonfiato

Ottima conoscenza della lingua inglese, un Master, diversi corsi formativi. Buone basi per un curriculum interessante, ma se non fossero informazioni vere?

Dai comuni mortali, ai politici più noti, “l’arte” di gonfiare il curriculum è una pratica non così desueta. Ma se si scopre che abbiamo mentito le conseguenze sono negative solo per la nostra reputazione?

A quanto pare no. Infatti fingere di avere competenze che in realtà non si hanno può portare in alcuni casi anche a conseguenze penali o civili. Può essere ad esempio un reato contro la fede pubblica sia perché si commette una falsità ideologica sia perché si fanno dichiarazioni mendaci su di noi o sulle nostre capacità. Il reato di falso ideologico del privato su un atto pubblico, potrebbe essere la conseguenza della presentazione di cv dove si afferma di aver superato esami non sostenuti. Nel secondo caso invece si forniscono informazioni fasulle, oppure si gonfiano le proprie abilità o l’esperienza maturata negli anni.

Un curriculum gonfiato è un vero e proprio documento falso, in cui si mente in maniera volontaria. Le conseguenze possono spaziare dalle multe salate alla reclusione.

Anche dal punto di vista civile i rischi sono grossi. Dal licenziamento per giusta causa al risarcimento per il comportamento scorretto. Per i professionisti si può configura invece l’illecito deontologico e la sanzione disciplinare.

Ultimamente sono balzati agli onori delle cronache diversi curriculum famosi che potrebbero essere stati ritoccati oppure che non sono chiarissimi in alcuni punti. Ultimo caso in ordine di tempo il cv, pubblicato anche sul sito della Camera dei Deputati, del nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Il politico a tal proposito è stato attaccato – anche in un editoriale del New York Times – per aver dichiarato soggiorni presso alcune università internazionali molto note, di cui sembra non esserci traccia.

Le bugie che si possono trovare su un curriculum sono tante, da quelle più pesanti a quelle meno importanti. A partire da anni aggiunti all’esperienza pregressa, fino al suo opposto con la dichiarazione di meno esperienza rispetto a quella che si ha. Questo perché accade che in certi posti di lavoro richiedano un minimo di anni nel settore e in altri invece cerchino persone alla prima esperienza e totalmente da formare. E se non bastano i rischi di tipo pecuniario, e non solo, a farci desistere dal ritocco del cv, va ricordato anche quello di non risultare più credibili (se scoperti) da potenziali datori di lavoro.

Quindi su che cosa dobbiamo puntare? Naturalmente su curricula efficaci, ma anche puntuali rispetto a quella che è la nostra reale esperienza e ai titoli accademici conseguiti

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Quanto può costare un curriculum gonfiato