PostePay: le tecniche usate dagli hacker per truffare i clienti

La carta più diffusa in Italia è anche la più amata dagli hacker: ecco quali sono le truffe più comune e come riconoscerle

Se siete in possesso di una tessera PostePay, è bene che facciate attenzione alle truffe che potrebbero tentare di fare ai vostri danni. PostePay e PostePay Evolution – le due carte emesse da Poste Italiane -, del resto, sono le più diffuse in Italia: sono immediate, semplici da usare, convenienti, non necessitano di un conto corrente e possono essere intestate anche ad un minorenne.

Proprio grazie alla loro diffusione, le carte PostePay sono diventate il bersaglio prediletto dagli hacker. Come sono riusciti a creare delle truffe convincenti? Puntando sulla possibilità di caricare qualsiasi somma di denaro, di bloccare la carta e di ricevere bonifici (questo nel caso della PostePay Evolution, che si differenzia dalla PostePay classica proprio per la presenza dell’IBAN).

Ma quali sono le truffe più diffuse, che possono interessare la propria carta?

Sono principalmente tre, e passano tutte dalla propria casella di posta elettronica. La più diffusa è un’e-mail che invita ad accedere al proprio conto online con la scusa che la propria PostePay sarebbe in procinto di essere bloccata. Una variante invita il possessore a fornire le sue credenziali, pena la sospensione della carta. Infine, i possessori della PostePay Evolution, potrebbero ricevere una mail che li avvisa di un avvenuto bonifico, da riscuotere inserendo i dati online.

In tutti i casi, sulla mail è presente un link fittizio che sembra rimandare al sito di Poste Italiane: in realtà, chi ci clicca atterra su di una pagina creata ad hoc proprio per rubare i suoi dati e, di conseguenza, i soldi presenti sulla sua PostePay.

Attenzione dunque alle mail che si ricevono, e attenzione anche ai messaggi che arrivano su WhatsApp e sui social: gli hacker stanno iniziando a cercare le loro vittime anche lì. Numerose sono le segnalazioni che riguardano proprio i contatti via WhatsApp, con il truffatore che invita a fornire i propri dati accedendo ad un link fasullo. C’è però una funzione che permette di smascherare truffe di questo tipo: la nuova versione di WhatsApp segnala infatti i messaggi inoltrati (indicando la voce “inoltrato”), che permette di riconoscere le cosiddette “Catene di Sant’Antonio” e – appunto – le truffe.

 

 

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