Piscine e palestre, le date e le regole per le riaperture

Il 15 maggio riaprono piscine pubbliche e private all’aperto nelle regioni in zona gialla. Le palestre potranno invece ricominciare a lavorare dal 1° giugno.

Dal 26 aprile, come previsto dall’ultimo decreto del presidente Draghi è stata nuovamente consentita la pratica degli sport di contatto all’aperto nelle regioni in zona gialla, pur senza l’accesso agli spogliatoi.

Nel mese di maggio, con quasi tutta l’Italia in zona gialla o arancione e il numero dei contagi in diminuzione grazie alla spinta della campagna vaccinale, si torna a parlare di nuovo di riaperture e in particolare del graduale ritorno all’attività sportiva di base, con la riapertura delle piscine all’aperto, delle palestre e del ritorno del pubblico nei palazzetti e negli stadi.

Palestre e piscine, le date delle riaperture

Il 15 maggio è la giornata della riapertura delle piscine pubbliche e private all’aperto nelle regioni in zona gialla. Le palestre potranno invece ricominciare a lavorare dal 1° giugno.
A partire dal 1° giugno, in zona gialla saranno aperte al pubblico anche le manifestazioni e gli eventi sportivi nei limiti del 25% della capienza massima autorizzata e comunque non superiore a mille spettatori per gli impianti all’aperto e 500 per quelli al chiuso.

Palestre e piscine, le regole del Cts

Il Comitato tecnico scientifico ha validato i protocolli per la riapertura di palestre e piscine, con le regole che dovranno essere seguite da gestori e clienti. In tutto i luoghi dove si pratica sport dovrà essere mantenuto per 14 giorni l’elenco dei clienti.
Dovranno essere regolamentati e registrati gli accessi (favorendo le prenotazioni), gli spazi dovranno essere riorganizzati per favorire il distanziamento interpersonale di 2 metri da tenere durante l’attività fisica (in piscina la distanza è di 7 metri quadri) e macchine e attrezzi costantemente igienizzati.

Piscine, le regole da rispettare

Alle strutture si accede su prenotazione e all’ingresso bisogna sempre misurare la temperatura corporea. In vasca bisogna mantenere una distanza di 7 metri quadri, fuori “si deve assicurare una superficie di almeno 10 metri quadri per ogni ombrellone”.

La sistemazione di sedia sdraio e lettini dovrà essere effettuata con percorsi dedicati in modo da garantire il distanziamento di almeno un metro e mezzo tra le persone che non appartengono allo stesso nucleo familiare.

In acqua sarà vietato soffiarsi il naso e urinare e i bambini molto piccoli dovranno obbligatoriamente indossare il pannolino. Dovranno essere posizionati anche una serie di dispenser per l’igienizzante per le mani e, negli spazi comuni, dovrà essere garantito il distanziamento di un metro.

Palestre, le regole da rispettare

Nelle palestre bisognerà indossare sempre la mascherina fino al momento di iniziare l’attività e la distanza non potrà essere inferiore a 2 metri. Obbligatorio misurare la temperatura all’ingresso e differenziare i percorsi di entrata e di uscita. Per i bambini non potrà esserci più di un accompagnatore.
Utilizzare tappetini propri, se possibile altrimenti devono essere igienizzati ad ogni sessione di allenamento.
Si deve “arrivare già vestiti adeguatamente alle attività o in modo tale da utilizzare spazi comuni per cambiarsi e muniti di buste sigillanti per la raccolta dei rifiuti potenzialmente infetti”. Se l’attività sportiva viene svolta all’aperto la distanza può essere di 1 metro.

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