Piemonte, obbligo di mascherine all’aperto: cosa prevede l’ordinanza Cirio e chi è escluso

A causa della movida incontrollata e della situazione epidemiologica, il governatore Cirio ha emanato un'ordinanza che obbliga a indossare le mascherine anche all'aperto. Ma con delle eccezioni

Nel giorno in cui il Piemonte, per la prima volta da inizio pandemia, registra zero decessi per Coronavirus, un’ordinanza del governatore Alberto Cirio scuote i cittadini: per il weekend lungo che sta per arrivare obbligo di mascherine anche all’aperto su buona parte del territorio regionale.

Le cause dell’ordinanza

Alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi con la movida e durante il passaggio delle Frecce Tricolori a Torino, di concerto con le Prefetture, è stato ritenuto necessario un irrigidimento delle norme. “Una precauzione per non vanificare questi mesi di sacrificio e per ricordare a ognuno di noi che, oggi più che mai, i nostri comportamenti sono fondamentali per impedire alla curva del contagio di tornare a crescere” ha spiegato Cirio.

Nell’ordinanza vengono ricordate “le ripetute segnalazioni di comportamenti sociali non conformi alle misure precauzionali” e si ritiene che il prossimo fine settimana unito alla festività del 2 giugno e il bel tempo indurranno a favorire forme di vicinanza sociale, motivo per cui la Regione Piemonte ha deciso di inasprire le misure di sicurezza.

>>> Scarica qui l’ordinanza della Regione Piemonte <<<

Cosa dice l’ordinanza Cirio

Nello specifico, l’ordinanza emanata dal presidente Cirio stabilisce che dalla mezzanotte di venerdì 29 maggio e fino alla mezzanotte di martedì 2 giugno sarà obbligatorio l’uso della mascherina (qui i punti in cui potete acquistarle a 50 centesimi) in tutti i luoghi pubblici all’aperto dei centri abitati e nelle aree commerciali, salvo diverse regolamentazioni assunte dai sindaci per il territorio di competenza.

Possono essere utilizzate mascherine di comunità, monouso o lavabili e anche auto-prodotte (qui le indicazioni dell’ISS su come farle in casa in sicurezza) in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.

L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio, come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani.

Chi è escluso dall’obbligo

L’obbligo non è valido:

  • mentre si pratica attività sportiva e motoria
  • per i bambini con meno di sei anni
  • per i soggetti con forme di disabilità o con patologie non compatibili con l’uso continuativo dei dispositivi di protezione individuale.

Per quanto riguarda bar e ristoranti continuano ad essere valide le prescrizioni delle linee guida del Protocollo nazionale siglato tra Regioni e Governo, e dunque l’uso della mascherina non è obbligatorio per chi siede ai tavoli di un locale, sia all’interno che nei dehors.

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