Piano vaccini, Draghi cambia tutto: dal 2022 solo Pfizer e Moderna

Avanti solo con Pfizer e Moderna: niente rinnovi in vista per i vaccini a vettore virale

Dopo lo stop&go di AstraZeneca (ora ribattezzato Vaxzeria) altra tegola sul piano vaccini, in Europa e, ovviamente, in Italia, già in mostruoso ritardo. Brutto colpo ieri dagli USA dove è questione di ore la sospensione del vaccino Johnson&Johnson, tanto atteso nel nostro Paese che avrebbe dovuto dare lo sprint decisivo per rispettare i tempi indicati dalla tabella di marcia. Sembra proprio che non andrà così.

La Food and Drug Administration e i Centers for Disease Control smetteranno infatti di usare il vaccino nei siti federali e solleciteranno gli Stati a fare lo stesso in attesa delle indagini sui problemi di sicurezza. Lo stop è legato a sei casi (donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni negli Usa che hanno sviluppato una malattia rara che coinvolge coaguli di sangue nelle due settimane successive alla vaccinazione.

Slittano consegne in Europa

Intanto la Johnson & Johnson, che ha consegnato ieri le sue dosi di vaccino anti-Covid anche in Europa, precisa di aver deciso di “ritardare il lancio” del proprio farmaco nel Vecchio Continente, “in un’ottica di trasparenza e in attesa delle valutazioni delle autorità sanitarie europee”. “Stiamo rivedendo questi casi con le autorità europee e abbiamo deciso in via proattiva di ritardare le consegne all’Europa”, chiarisce Johnson&Johnson.

Temporeggia il ministro della Salute, Roberto Speranza: “Valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli Usa ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore ma io penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perchè è un vaccino importante”.

Anche il direttore generale dell’ Aifa, Nicola Magrini, assicura che “il vaccino J&J è altamente sicuro con rapporto rischio beneficio chiaramente favorevole come è stato dimostrato dagli studi” ma ” ci sono molte similitudini con il vaccino Astrazeneca, le limitazioni sono quindi possibili e ragionevoli e sara’ probabilmente la direzione verso la quale ci si muoverà tutti assieme.

In realtà che per J&J le cose non si mettessero bene era già filtrato nei giorni scorsi. E bisogna tornare al caso AstraZeneca quando in tanti avevano iniziato a sospettare che la causa all’origine dell’attacco alle piastrine del sangue,  potesse essere proprio nel vettore, l’adenovirus che trasporta la proteina spike, che a sua volta genererebbe la risposta immunitaria. Medesimo meccanismo adottato dal vaccino targato Johnson&Johnson (anche se con adenovirus umani e non dello scimpanzè) e da quello tutto Made in Italy di Reithera ancora in fase sperimentale.

Come scrive oggi La Stampa nell’articolo a doppia firma Lombardo-Russo, fonti del governo italiano confermano che l’orientamento immediato sarebbe quello di circoscriverne l’uso solo agli over 60, come una settimana fa, a livello europeo, era stato deciso per il siero di Oxford.

Dal 2022 si cambia: ilpiano Draghi-Ue

E se è impossibile cambiare quanto successo finora, certo è che bisogna invertire la tendenza. Come? Puntando tutto sui sieri a Rna messaggero, che trasporta le istruzioni per la produzione della proteina Spike utilizzata dal coronavirus, permettendo così all’organismo di produrre anticorpi specifici e di immunizzarsi.

In pratica, il trionfo di Pfizer e Moderna, che fino ad ora hanno dato più garanzie, anche sul fronte contrattuale. Rischierebbero grosso, invece, AstraZeneca, J&J, già forti dell’ok Ema, ma anche Sputnik, che ancora deve ricevere il via libera (e che ragioni geopolitiche sembra comunque poco gradito). Cattive notizie anche per il vaccino made in Italy, ancora in fase di sperimentazione, ReiThera. 

Del resto, il Premier Draghi lo aveva detto: l’Ue non replicherà l’errore di firmare contratti senza vere garanzie, specificando che “i prossimi saranno fatti meglio”.

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