Perché la crisi di Governo mette a rischio il servizio scuolabus dei Comuni

Problemi in vista per gli scuolabus nei piccoli Comuni: potrebbero non essere più gratuiti per le famiglie

Famiglie in allarme nei comuni italiani: a rischio il servizio gratuito di scuolabus per i bambini.

La crisi di Governo di agosto sta causando diversi problemi pratici a cittadini, imprese ed enti locali, per via delle interruzioni delle attività e il rinvio di importanti misure di legge. Tra le conseguenze più temute c’è il rischio dell’aumento dell’Iva, ma anche a livello locale possono crearsi problemi non di poco conto per le famiglie.

Nei piccoli comuni, infatti, è a rischio il servizio gratuito di scuolabus per i bambini, che le famiglie potrebbero dover pagare di tasca propria se non si raggiungerà un accordo all’interno del Governo. Il 6 agosto scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato all’interno del Decreto Scuola una norma che consente ai Comuni di assicurare il trasporto scolastico gratuito, a condizione che venga rispettato l’equilibrio di bilancio.

Una norma che si è resa necessaria dopo che la Corte dei Conti del Piemonte aveva dichiarato che il trasporto con lo scuolabus è un servizio a domanda individuale e non di trasporto pubblico locale, con la conseguenza che i costi dovrebbero ricadere sull’utenza e non sulle casse comunali. Questo comporterebbe per le famiglie residenti nei piccoli Comuni, soprattutto montani, un aggravio non indifferente.

Con l’art.5 del Decreto Scuola si è rimediato a questo inconveniente, prevedendo che la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l’accesso ai servizi di trasporto scolastico possa essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di una delibera motivata, “inferiore ai costi sostenuti dall’ente locale per l’erogazione del servizio, o anche nulla“. La condizione imposta ai Comuni per garantire i costi contenuti o la gratuità del servizio è il rispetto dell’equilibrio di bilancio.

Il decreto, tuttavia, è stato approvato dal CdM con la formula “salvo intese”. Questo significa che manca ancora un testo definitivo e infatti il provvedimento non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo il calendario stabilito, il Decreto Scuola dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale entro il 28 agosto, dopo aver trovato un accordo sul testo finale. Una scadenza che sarebbe arrivata giusto in tempo per l’inizio dell’anno scolastico, come promesso dal ministro dell’Istruzione Bussetti.

Ora però con la crisi di Governo rischia di saltare tutto. Il calendario della crisi fissato in Senato, prevede la convocazione di Palazzo Madama per il prossimo 20 agosto, con le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il giorno seguente, Conte sarà alla Camera dei Deputati.

Se Lega e Movimento 5 Stelle dovessero trovare un accordo per far durare il Governo ancora per qualche tempo, dovrebbe esserci spazio anche per approvare un testo definitivo del Decreto Scuola da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, che potrebbe poi essere convertito in legge anche dopo una eventuale caduta del Governo. Se invece i due partiti di maggioranza non riuscissero a trovare un accordo, allora il Decreto Scuola rimarrà lettera morta, con il rischio di non salvare i precari e rendere il servizio scuolabus a pagamento.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché la crisi di Governo mette a rischio il servizio scuolabus dei ...