Passaporto Covid UE per poter viaggiare. Cos’è e come funziona

Il "Digital Green Pass" conterrà le informazioni necessarie sia per i cittadini vaccinati che per quelli non vaccinati e rispetterà la privacy degli stessi.

Un ‘passaporto’ covid con tutte le informazioni necessarie per tornare a muoversi e viaggiare in Europa e nel mondo. All’insegna della privacy dei cittadini.

La Commissione Europea presenta oggi una proposta legislativa in merito. Secondo la presidente Ursula von der Leyen lo scopo “è fornire la prova che una persona è stata vaccinata; dare i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati; dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19. Rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy. Il Digital Green Pass dovrebbe facilitare le vite degli europei. Lo scopo è consentire gradualmente ai cittadini di muoversi in sicurezza nell’Ue o all’estero, per lavoro o per turismo”.

“Siamo lieti – aggiunge in proposito il vicepresidente Margaritis Schinas – che ci sia tra i leader sulla necessità di accelerare questo lavoro. Alla Commissione stiamo lavorando su tutti gli angoli possibili io, Stella Kyriakides, Thierry Breton, Ylva Johansson” e altri. Il certificato conterrà “una serie di informazioni”, anche per evitare “discriminazioni”, e sarà uno strumento “interoperabile e riconosciuto” in tutta l’Ue.

Il Pass

Il pass Covid per tornare a viaggiare sarà legalmente vincolante, rispetterà in pieno la politica sul trattamento dei dati personali e il suo formato sarà tale da non consentire discriminazioni. Tutti i cittadini, siano essi vaccinati o meno, trarranno beneficio dal pass, che l’Esecutivo comunitario ha scelto di chiamare “Digital Green certificate”.

Oltre ai dati sull’inoculazione, il documento digitale conterrà quelli sui test eseguiti o di eventuali anticorpi sviluppati a seguito della malattia. Lo strumento avrà carattere temporaneo e sarà sospeso una volta che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avrà dichiarato conclusa la pandemia da Covid-19.

In arrivo agli inizi di giugno?

Salvo imprevisti, il pass dovrebbe essere già in vigore agli inizi di giugno: occorre svolgere ancora molto lavoro tecnico, e serve che il Consiglio e il Parlamento siano rapidi nell’adottarlo.

L’iniziativa è parte di un pacchetto più ampio che riguarda un approccio coordinato alla revoca delle misure di contenimento del virus, tema che sarà ripreso anche al vertice europeo dei leader del 25 e 26 marzo, come si legge nelle linee guida per preparare la bozza di conclusioni.

Passaporto vaccinale, cosa dice il Garante della privacy

Il Garante per la privacy richiama l’attenzione “sull’obbligo di rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali”.

I dati relativi allo stato vaccinale, infatti, sono dati particolarmente delicati e un loro trattamento non corretto può determinare conseguenze gravissime per la vita e i diritti fondamentali delle persone: conseguenze che, nel caso di specie, possono tradursi in discriminazioni, violazioni e compressioni illegittime di libertà costituzionali”.

Il Garante ritiene, pertanto, “che il trattamento dei dati relativi allo stato vaccinale dei cittadini a fini di accesso a determinati locali o di fruizione di determinati servizi, debba essere oggetto di una norma di legge nazionale, conforme ai principi in materia di protezione dei dati personali (in particolare, quelli di proporzionalità, limitazione delle finalità e di minimizzazione dei dati), in modo da realizzare un equo bilanciamento tra l’interesse pubblico che si intende perseguire e l’interesse individuale alla riservatezza”.

“In assenza di tale eventuale base giuridica normativa – sulla cui compatibilità con i principi stabiliti dal Regolamento Ue il Garante si riserva di pronunciarsi – l’utilizzo in qualsiasi forma, da parte di soggetti pubblici e di soggetti privati fornitori di servizi destinati al pubblico, di app e pass destinati a distinguere i cittadini vaccinati dai cittadini non vaccinati è da considerarsi illegittimo“, viene precisato. La questione “sarà oggetto di una prossima segnalazione al Parlamento”.

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