Obbligo vaccinale se non si raggiunge il 90% di vaccinati

Si valuta l’obbligo vaccinale anche per agevolare il percorso verso la terza dose. La soglia dell'80% è vicina.

Dopo le parole di Draghi della scorsa settimana in conferenza stampa – una decisa accelerazione verbale sia sull’estensione del Green pass che sull’ipotesi di obbligo vaccinale – la prospettiva di una vaccinazione obbligatoria per tutti è divenuta più che mai realistica. Soprattutto da quando l’incidenza della variante Delta ha sostanzialmente neutralizzato la soglia dell’80% di over 12 vaccinati come sostanziale immunità di gregge. Quel numero non basta più, ora occorre arrivare al 90% se si vuole evitare l’obbligo vaccinale.

Quota 90%

Sarebbe questo, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, l’orientamento del Comitato tecnico-scientifico al ministero della Salute: il 90% di immunizzati per gestire senza problemi l’impatto sul sistema ospedaliero, mentre l’ipotesi di eradicare del tutto il virus ormai è considerata una missione impossibile. Lo scenario più plausibile, nel caso lo scudo vaccinale continui a funzionare, è infatti quello di passare appunto dalla pandemia a una “endemia” che ci permetterà di convivere con il virus.

Obiettivo fine 2021

La deadline è a fine anno, quando si spera che l’estensione del Green pass avrà permesso di raggiungere quota 90% di immunizzati. Altrimenti l’introduzione dell’obbligatorietà sarà inevitabile. Una extrema ratio per arrivare soprattutto a quegli over 50 che non si sono ancora vaccinati. Nello specifico, si tratta di 3,7 milioni di persone che non hanno ricevuto neppure una dose.

Terza dose ai fragili

A ottobre si comincia con le persone fragili, poi anziani (over 80) e sanitari, ma non è escluso che si possa poi procedere col resto della popolazione. L’obiettivo, infatti, è andare a trovare quei circa 3,7 milioni di over 50 che ancora non si sono immunizzati.

Obbligo e Costituzione

L’obligo vaccinale imposto per legge avrebbe anche la necessaria ‘copertura’ di carattere costituzionale. L’articolo 32 della Costituzione prevede infatti “la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio attraverso una legge determinando così un obbligo generale per i cittadini”. Dunque per questioni di salute pubblica. Esemplificativo in proposito il parere di Giovanni Mria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale: “L’articolo 16 della Costituzione prevede che si possa limitare la libertà di circolazione quando mette a rischio la sanità o la sicurezza. Davvero qualcuno riesce a immaginare una situazione in cui più di oggi sia applicabile questo precetto?”

Decreto in arrivo

Lo strumento politico sarebbe quasi certamente un decreto del governo, che il Parlamento sarebbe poi chiamato a convertire in legge. Un passaggio non facile ma che potrebbe portare elementi di chiarezza, vista la posizione ondivaga della Lega che ha votato per il Green pass in Consiglio dei Ministri e contro in Commissione.

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