Obbligo vaccinale: cosa succede se diventa legge

Dopo le parole di Draghi la propsettiva di obbligatorietà del vaccino prende corpo. In vista un decreto da convertire in legge in Parlamento. Cosa può cambiare.

La riflessione sulla terza dose prosegue, l’allargamento del Green pass è una necessità, ma è l’ipotesi di obbligo vaccinale ad aver preso il maggiore spazio nei commenti alle parole di ieri del premier Mario Draghi. Se ne saprà di più dopo che Ema e Aifa avranno dato il via libera rispetto alla situazione attuale di emergenzialità.

Il parere delle agenzie

Nei prossimi dieci giorni, infatti, sia l’agenzia europea che di conseguenza quella italiana saranno chiamate a dare il loro parere sul via libera totale ai vaccini, che fin qui hanno ottenuto un’autorizzazione condizionata per consentire l’immissione in commercio. Ora l’Agenzia europea per i medicinali deve concedere l’autorizzazione definitiva.

La situazione attuale

Ieri il ministro della Salute Speranza ha ricordato che “l’obbligo vaccinale nel nostro Paese è già disposto da una norma primaria per quanto riguarda il personale sanitario”. Riguarda soltanto medici e personale sanitario, mentre per il personale scolastico è previsto l’obbligo del Green pass.

Obbligo e Costituzione

L’obligo vaccinale imposto per legge avrebbe anche la necessaria ‘copertura’ di carattere costituzionale. L’articolo 32 della Costituzione prevede infatti “la possibilità di imporre un trattamento sanitario obbligatorio attraverso una legge determinando così un obbligo generale per i cittadini”. Dunque per questioni di salute pubblica. Esemplificativo in proposito il parere di Giovanni Mria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale: “L’articolo 16 della Costituzione prevede che si possa limitare la libertà di circolazione quando mette a rischio la sanità o la sicurezza. Davvero qualcuno riesce a immaginare una situazione in cui più di oggi sia applicabile questo precetto?”

Decreto in arrivo

Lo strumento politico sarebbe quasi certamente un decreto del governo, che il Parlamento sarebbe poi chiamato a convertire in legge. Un passaggio non facile ma che potrebbe portare elementi di chiarezza, vista la posizione ondivaga della Lega che ha votato per il Green pass in Consiglio dei Ministi e contro in Commissione.

Cosa ne pensano gli esperti

Sull’obbligo vaccinale gli esperti sono però divisi. Se Matteo Bassetti come anche Fabrizio Pregliasco e Massimo Galli si dicono d’accordo con il premier, esprime dei dubbi Andrea Crisanti. “Sono d’accordo con la scelta del premier Draghi e del Governo di partire con la terza dose di vaccini” anti-Covid “e sull’obbligo vaccinale” come prospettiva possibile. “Quest’ultima è una scelta forte, ma dimostra che Draghi è la persona giusta, al posto giusto e nel momento giusto. Soprattutto, ha fatto capire a chi ancora non l’ha capito che si esce dalla pandemia con i vaccini. E’ un grande premier, sono con lui in questa battaglia”, ha detto all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

“La situazione epidemiologica e le caratteristiche del vaccino anti-Covid ci portano a dover immaginare una terza dose e la possibilità dell’obbligo”, quindi l’indicazione del presidente del Consiglio Mario Draghi, “ci sta, ne sono contento e condivido”, afferma all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano. In particolare “l’obbligo – ha aggiunto Pregliasco – è necessario perché è una convenienza, un’opportunità, vista l’efficacia dimostrata e la quota bassa di eventi avversi che i vaccini stanno dimostrando. E’ un’utilità per il Servizio sanitario nazionale, per la riduzione dell’impatto sugli ospedali, per la possibilità di trattare le altre patologie che non sono andate in vacanza e, oltre tutto, per far riprendere l’economia”.

“E’ una logica conclusione relativamente ad una serie di considerazioni che si possono fare oggi: l’epidemia sta continuando; la campagna vaccinale negli ultimi giorni ha subito un forte rallentamento, e anche l’Oms ci ha richiamato come Ue. Quindi il Governo, giustamente, è arrivato alla conclusione che per dare impulso alle vaccinazioni si deve ricorrere all’obbligo”, commenta Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma: “C’è la necessità di avviare rapidamente la terza dose – osserva – Anche questa è una soluzione valida, anche in relazione ai dati che emergono dai Paesi che sono già partiti”.

“Se Draghi avrà la possibilità e la capacità di imporre l’obbligo vaccinale contro il Covid salirà ulteriormente nella mia stima. Non ci si diverte ad imporre l’obbligo, ma di fronte ad una situazione che ci vede costantemente impegnati nella lotta al virus diventa un elemento difficilmente eludibile”. Così all’Adnkronos Salute Massimo Galli, docente di Malattie infettive all’università Statale e primario al Sacco di Milano.

A esprimere qualche dubbio è Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova. L’annuncio del premier Mario Draghi, che l’Italia potrebbe andare verso l’obbligo vaccinale contro Covid-19, “mi lascia molte riserve. Da Israele arrivano dei dati che indicano come l’efficacia dei vaccini si riduca al 70%. Al momento sono preoccupato per questo”. “Questo annuncio è politico – rimarca il virologo – I vaccini funzionano e hanno un rapporto costo-benefici indiscutibile, ma non vorrei che con i dati che arrivano da Israele questa scelta dell’obbligo si riveli un boomerang per i no vax che potranno dire che i vaccini non funzionano e quindi rifiutare l’obbligo”.

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