Nuovo Dpcm, palestre e piscine: le regole da rispettare per non chiudere

Le strutture, ha annunciato il premier Conte, avranno sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza anti Covid-19

Con il Dpcm approvato domenica sera, il governo ha deciso che palestre e piscine rimarranno aperte, ma saranno sotto esame per una settimana. Le strutture, ha annunciato il premier Conte, avranno sette giorni di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza anti Covid-19 emesse ormai mesi fa, pena la chiusura del settore.

Si tratta di rispettare le linee guida elaborate dall’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, declinate poi per le singole discipline dalle rispettive federazioni sportive tramite appositi protocolli di applicazione.

Per quanto riguarda le altre attività sportive, ricordiamo che rimane vietato lo sport da contatto a livello amatoriale, così come le competizioni dell’attività dilettantistica di base. Saranno consentite, invece, attività in forma individuale e l’attività professionistica.

Palestre e piscine, l’ultimatum di Conte

“Lo dico francamente” ha detto il Presidente del Consiglio in conferenza stampa, “abbiamo notizie varie e contrastanti: molto spesso i protocolli sono rispettati, altre volte ci giungono notizie che non sono rispettati. Daremo una settimana per adeguare i protocolli e verificarne il rispetto. Se questo avverrà, non ci sarà ragione di chiudere le palestre. Altrimenti, saremo costretti a interrompere le attività nelle palestre e nelle piscine”.
La settimana concessa dovrebbe consentire l’adeguamento mancante. “I centri sportivi hanno dimostrato di essere in prima linea per la salvaguardia della salute grazie a protocolli di sicurezza validati scientificamente – spiega Giampaolo Duregon, Presidente ANIF (Associazione Nazionale Impianti Sportivi e Fitness) -. Sarà interesse comune far adeguare chi non è ancora a norma. In questa settimana non ci baseremo sul solo controllo effettuato dalle ASL: attiveremo un ferreo accertamento interno all’Associazione. Noi stessi faremo una campagna serrata: sarebbe un danno incalcolabile se per pochi pagassero i più”.

Palestre e piscine: una settimana di tempo per adeguarsi

La Federazione Medico Sportiva Italiana conferma quanto annunciato dal premier Conte. Le attività di palestre e piscine sono ancora consentite, ma “nel rispetto delle norme del distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana”. Le strutture, in quanto spazi chiusi, dovranno quindi seguire regole dettagliate. Meglio per le zone di allenamento all’aperto.

La prenotazione per accedere

Come già accade per molti esercizi pubblici, per accedere alle palestre sarà obbligatoria la prenotazione. All’ingresso è prevista la registrazione comunicando nome, cognome, indirizzo, telefono e, ove richiesto, numero del documento di identità. Una misura necessaria a garantire il tracciamento in caso di eventuali contagi. Gli elenchi saranno conservati dalle palestre per due settimane.

Spostamenti con mascherina

Gli accessi saranno regolamentati in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C. Per gli spostamenti nella struttura, con mascherina obbligatoria, servono percorsi alternati destra-sinistra nei corridoi, verso e dallo spogliatoio.

Come organizzare gli spogliatoi

Spogliatoi, servizi igienici e docce dovranno essere frequentemente igienizzati e organizzati in modo tale da garantire il distanziamento fra gli sportivi. Sarà possibile ricorrere ad apposite barriere di separazione fra un piatto doccia e l’altro o fra le sedute. Gli accessi dovranno essere comunque regolamentati e dovrà essere assicurata la distanza di almeno 1 metro. Per evitare assembramenti negli spogliatoi potrebbe essere richiesto di presentarsi già in tenuta di allenamento.
Tutti gli indumenti e oggetti personali dovranno essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre gli effetti personali.

Le distanze di sicurezza

Vanno regolamentati i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, al fine di garantire la distanza di sicurezza: o almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, o almeno 2 metri durante l’attività fisica.

Palestre: macchinari sempre igienizzati

I macchinari in dotazione delle palestre dovranno essere distanziati e igienizzati dopo ogni utilizzo. Gli sportivi non potranno muoversi a meno di due metri dalle altre persone e dovranno aver cura di disinfettare le mani con appositi igienizzanti a ogni utilizzo del macchinario.
Le lezioni collettive saranno consentite soltanto ove la grandezza degli ambienti lo permetta. È vietata la condivisione di accappatoi, asciugamani, saponette o bottigliette d’acqua. Gli indumenti non potranno essere appesi alle panche, ma dovranno invece essere custoditi negli armadietti, regolarmente igienizzati, e chiusi nella propria borsa.

Le regole per la piscina

Per quanto riguarda gli allenamenti privati, o il nuoto libero, in vasca dovrà essere garantito un distanziamento di almeno 7 metri quadrati a persona. È prevista la registrazione degli utenti all’ingresso. Negli spogliatoi le piscine dovranno rispettare le stesse precauzioni delle palestre. Doccia dopo il nuoto, ma anche prima di entrare in acqua, e con il sapone. È vietato soffiarsi il naso, sputare e urinare in vasca. Sull’acqua verranno effettuate analisi chimiche e microbiologiche ogni 30 giorni.

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