Nuovo Dpcm fino al 6 aprile, cosa potrebbe cambiare per le scuole

Governo e Regioni si dividono sull'apertura della scuola: le Regioni chiedono parere al Cts su apertura scuole e variante inglese

Sarà in vigore fino al 6 aprile (vacanze di Pasqua comprese) il nuovo Dpcm in arrivo, il primo del premier Mario Draghi. Intanto governo e Regioni si dividono sull’apertura della scuola, in un quadro caratterizzato dalle varianti del Covid, e sulla richiesta di cambiare il sistema di zone.

Nel corso della riunione sul Dpcm, in vigore dal 6 marzo, il confronto si è infatti un po’ inasprito quando da alcune Regioni, tra cui Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Campania, è arrivata la richiesta di far valutare al Cts l’impatto che ha la scuola in presenza nell’attuale situazione epidemiologica, dove la circolazione delle varianti potrebbe far partire la terza ondata.

Scuole chiuse “finché tutti gli insegnanti non saranno vaccinati”

Il governatore pugliese Michele Emiliano ha proposto di tenere le scuole chiuse fino a che tutti gli insegnanti non saranno vaccinati, ponendo interrogativi sulla responsabilità giuridica dei presidenti in caso di mancata tutela della sicurezza sul lavoro degli insegnanti.

”Chiedere la riapertura delle attività economiche e la chiusura delle scuole è una contraddizione di fondo”, avrebbe detto, a quanto si apprende, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Mariastella Gelmini.

Scuole, quali sono le regole ad oggi

Ad oggi ricordiamo che il Dpcm in vigore dal 16 gennaio dispone che le scuole in area gialla e arancione possono mandare gli alunni in presenza, sebbene nel caso delle superiori si “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che a decorrere dal 18 gennaio 2021, almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento della popolazione studentesca delle predette istituzioni sia garantita l’attività didattica in presenza”.
Mentre nelle scuole in zona rossa si prevede che per le classi seconda e terza delle scuole medie e per tutte le classi delle scuole superiori le attività scolastiche e didattiche le lezioni si svolgono esclusivamente con modalità a distanza.

Zaia: “Cts si esprima su apertura scuole”

“Ho chiesto formalmente che il Cts si esprima ufficialmente rispetto all’apertura delle scuole”, ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia spiegando quanto chiesto oggi nel corso dell’incontro tra governo e regioni. Perché, ha spiegato il governatore del Veneto, “la scuola è una realtà sacra quando decisi la chiusura parlai chiaramente di una ‘sconfitta’ -ha ricordato Zaia- ma, se la guardiamo dal lato epidemiologico il Cts ci deve dire perché altre forme di aggregazione sono pericolose e la scuola no. Perché noi non siamo in grado di esprimere una valutazione scientifica”.

Quindi per Zaia “è bene che si faccia chiarezza e che ognuno si prenda le proprie responsabilità perché nel momento in cui il ministro comunica ai governatori che ci dobbiamo aspettare un’ondata di contagi visto quello che sta succedendo in Europa e già in alcune regioni, è giusto sentire il Cts se va bene tenere aperte le scuole”, ha concluso il governatore del Veneto.

In collaborazione con Adnkronos 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Nuovo Dpcm fino al 6 aprile, cosa potrebbe cambiare per le scuole