Nuovo congedo di maternità, via libera dall’Inps: come funzionerà

Si potrà lavorare fino al nono mese di gravidanza e chiedere il congedo di maternità per intero dopo il parto

Le future mamme possono scegliere di lavorare fino al nono mese di gravidanza incluso e andare in congedo di maternità obbligatorio dopo il parto. Così prevede la normativa sul nuovo congedo di maternità, introdotto con la legge di Bilancio dello scorso anno e che ora diventa operativo.

A distanza di un anno dalla sua approvazione, l’Inps dà il via libera al nuovo congedo di maternità, quello che prevede che la donna possa scegliere su base volontaria di lavorare fino al nono mese di gravidanza per poi prendere tutti i cinque mesi di congedo di maternità obbligatorio dopo il parto.

Finora il congedo di maternità prevedeva l’astensione dal lavoro nei due mesi antecedenti alla data del parto e nei tre mesi successivi, con possibilità di lavorare fino all’ottavo mese, quindi prendere un mese di congedo prima della data del parto e quattro mesi dopo. Il nuovo congedo di maternità, invece, prevede la possibilità di lavorare fino al giorno prima del parto, qualora le condizioni della gestante e del nascituro lo consentano. La richiesta dovrà essere accompagnata da un certificato medico che attesti che lavorare fino al nono mese non arreca pregiudizio alla salute della gestante né a quella del nascituro.

Questa opzione è l’ideale per tutte quelle donne che svolgono lavori non pesanti e che siano in buona salute e abbiano invece bisogno di più tempo per stare con il neonato dopo la nascita. Non sono mancate tuttavia le critiche a questa misura, sia da parte dei sindacati che dei medici, sottolineando i rischi di lavorare fino al termine della gravidanza. Mentre c’è chi ha avanzato qualche dubbio sul fatto che la scelta di lavorare fino al nono mese possa realmente essere volontaria e la donna invece non sia sottoposta a pressioni per lavorare fino al parto.

La norma, che era entrata in vigore già dal 1° gennaio 2019, ora è pienamente applicabile con la circolare l’Inps del 12 dicembre n.148 che contiene le istruzioni operative, sbloccando le domande nel frattempo arrivate e accettando le nuove.

Per poter accedere al nuovo congedo di maternità e lavorare fino alla fine della gravidanza, le donne dovranno fare domanda all’Inps prima dei due mesi che precedono la data presunta del parto (quindi nel corso del settimo mese) e comunque mai oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, pena la prescrizione del diritto all’indennità. La richiesta dovrà essere accompagnata da un parere medico che certifichi che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.

La domanda all’Inps va presentata dalla lavoratrice esclusivamente per via telematica, direttamente sul sito web istituzionale dell’Inps (con PIN dispositivo), selezionando l’opzione indennità di maternità, tramite Patronato oppure tramite Contact center.

Se il parto avviene dopo la data presunta indicata nella documentazione, i giorni tra la data presunta e il parto “sono conteggiati nel congedo di maternità ma non possono essere indennizzati in quanto regolarmente retribuiti dal datore di lavoro e coperti sul piano degli obblighi contributivi”, spiega l’Inps.

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