Nuove e più forti restrizioni in arrivo contro il Coronavirus?

Il Governo starebbe valutando nuove e ulteriori restrizioni agli spostamenti per costringere le persone a stare a casa e così combattere il dilagare del Covid-19

Una nuova stretta in arrivo? Per fronteggiare e contrastare il dilagare del Coronavirus in tutta Italia, secondo quanto riferito da alcune fonti all’Adnkronos, il Governo potrebbe decidere prestissimo nuove e ulteriori restrizioni agli spostamenti.

Quali nuove restrizioni?

Oltre a un possibile divieto di correre all’aperto, preannunciato dal ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, l’Esecutivo guidato da Conte potrebbe varare un giro di vite sui trasporti pubblici e sulle aziende, per spingerle in maniera netta, una volta per tutte, a ricorrere allo smart working, quando fattibile, lasciando i dipendenti a casa. “La stretta sarà su tutto, non solo sui trasporti”, conferma una fonte di governo di primo piano all’Adnkronos. E potrebbe arrivare “già domani”.

Dopo il decreto del’11 marzo, il Governo starebbe valutando in queste ore: “Se nelle prossime ore si tratterà di fare una stretta ulteriore che incide sui comportamenti, la faremo”, conferma anche il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia. Mentre sembra sempre più probabile che le restrizioni vadano ben oltre quanto prospettato nei decreti, a partire dalla chiusure delle scuole che dovrebbe riaprire il 6 aprile, ma sarà molto difficile. “Penso sia inevitabile”, l’ammissione di Boccia.

3 aprile rischio blockdown

Il decreto per dare sostegno a sanità, famiglie, imprese e lavoratori “non verrà stravolto in Parlamento”, assicura una fonte di Governo. “Se il 3 aprile il blockdown verrà confermato, come ormai è abbastanza evidente a tutti, si farà un decreto della stessa entità del provvedimento varato per proseguire la fase I, prorogando, semplicemente, le misure adottate. Appena riapre il Paese si possono dare incentivi diversi, di spinta all’economia”.

Ora serve dare sostegno, “poi far tornare a crescere il Paese”. Anche se c’è chi, nel Governo, preme affinché le due strade – sostegno e nuovo respiro all’economia – vengano percorse insieme. Non attendendo la fine dell’emergenza: per l’Italia potrebbe essere troppo tardi.

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