Chi è Narciso Mostarda, il quasi nuovo commissario alla sanità in Calabria poi saltato

Dopo Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio, il governo aveva puntato tutto sul medico laziale, direttore della Asl Roma 6, ma poi la fumata nera

Il nuovo commissario della sanità in Calabria avrebbe dovuto essere Narciso Mostarda. Dopo le rinunce, da Cotticelli a Gaudio, passando per Zuccatelli, il premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza sembravano aver optato per il medico laziale che dirige la Asl Roma 6.

Mostarda sarebbe stato gradito sia al segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sia al centrodestra che amministra la Regione Calabria.

Ma qualcosa nella notte è andato storto. Una fumata nera che ha portato lo slittamento della nomina del nuovo commissario alla Sanità della Calabria al prossimo Consiglio dei ministri. Iniziato alle 20:35 e sospeso alle ore 22:40, il Consiglio dei Ministri è terminato alle 00:40 senza avere preso alcuna decisione.

Veti incrociati si sono abbattuti sui due nomi in corsa: da un lato Narciso Mostarda appunto, e dall’altro l’ex prefetto di Firenze e Reggio Calabria Luigi Varratta.

Narciso Mostarda: chi è il nuovo commissario alla sanità in Calabria

Narciso Mostarda ha 58 anni, è laureato in Medicina con specializzazione in neuropsichiatria infantile all’Università La Sapienza di Roma (voto 110/110 e lode).

Nel 2012 ha conseguito un master di II livello in Management ed innovazione nelle aziende sanitarie, sempre alla Sapienza di Roma. Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Frosinone è legittimato all’esercizio della psicoterapia dal 1999.

Ha prestato servizio in qualità di dirigente psichiatra alla Asl Rm/C e alla Asl di Frosinone. Nel 2009 è stato assessore del Pd nel Comune di Frosinone. Nel 2016 è stato nominato direttore generale della Asl H, la numero 6, di Roma.

Caos sanità in Calabria, le tappe della vicenda: da a Gino Strada

Il caos per la sanità calabrese è iniziato il 7 novembre, con le dimissioni del commissario Saverio Cotticelli, ex generale costretto a un passo indietro dopo l’intervista a Titolo V, in cui ammetteva candidamente di non sapere a chi toccasse attuare il piano per fronteggiare la pandemia.

Dopo di lui è toccato a Giuseppe Zuccatelli, finito al centro delle polemiche per le sue gravi frasi sul Coronavirus, nello specifico relative alla convinzione dell’inutilità delle mascherine.

Quindi il terzo commissario, Eugenio Gaudio: scelto ad hoc dal governo Conte, ha deciso di rifiutare l’incarico per motivi personali e familiari, nella fattispecie la posizione della moglie, poco incline al trasferimento a Catanzaro.

Oltre a questo, potrebbe aver pesato sull’ex rettore dell’Università La Sapienza di Roma l’essere iscritto nel registro degli indagati nella maxi-inchiesta di Catania sui presunti concorsi truccati all’università (i suoi legali hanno già chiesto l’archiviazione per il loro assistito, che il 25 settembre scorso è stato interrogato. La Procura non ha ancora assunto però ad oggi un provvedimento formale).

Infine, Gino Strada. Al fondatore di Emergency sarebbe stato proposto prima un ruolo da co-protagonista nella gestione Gaudio, che Strada avrebbe rifiutato. Negli ultimi giorni, comunque, Emergency ha stretto un accordo di collaborazione con la Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria.

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