Milano, la Strategia di Adattamento per la Fase 2: come la città riparte

Diffuso dal Comune un documento aperto al contributo della città per tracciare le linee guida per la post-emergenza

Il Comune di Milano si prepara ufficialmente per la Fase 2. Il capoluogo lombardo in queste ore ha reso noto un “documento aperto al contributo della città”, lungo 17 pagine, per tracciare le linee guida e le azioni immediate in vista del prossimo futuro. A partire da lunedì 27 aprile, attraverso un form pubblicato sul sito del Comune, i cittadini potranno inviare il proprio contributo al testo. La raccolta di contributi continuerà per tutto il mese di maggio.

Il documento mira ad offrire una “Strategia di adattamento” per la nuova fase, tarata su caratteristiche e bisogni del capoluogo lombardo. La premessa, infatti, è che, “pur ritenendo imprescindibile il fatto che la strategia della ripartenza della città debba essere in linea e inserita nel quadro generale”, l’obiettivo sia “fornire proposte operative, che vadano ad integrare quelle più ampie, sapendo che il contesto milanese ha caratteristiche specifiche”.

Come sarà la nuova normalità

L’auspicio è quello di “tornare al più presto a vivere nella piena normalità”, godendo delle libertà “alle quali eravamo abituati fino al gennaio 2020”. Per farlo, prosegue il documento, è però ,”necessario attrezzarsi al meglio per gestire lo scenario più probabile, di adattamento verso un ‘nuovo ordinario’, attraverso una fase di ‘contenimento post lockdown’”. 

In questo senso, è  necessario “essere preparati anche in vista di eventuali future situazioni di criticità che potrebbero verificarsi e, quindi, impostare una fase di ‘contenimento pre lockdown’ e prevedere il rischio di nuovi lockdown, facendo tesoro dell’esperienza vissuta nella Fase 1. In poche parole, è necessario organizzarsi per una convivenza non breve con questo virus”.

Flessibilità sul lavoro

Al centro della strategia suggerita dal Comune, c’è la massimizzazione della flessibilità in tema di lavoro: flessibili dovranno essere, ad esempio, gli uffici comunali, e dovrà essere consolidato “il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento delle prestazioni lavorative del Comune di Milano”.

Tale flessibilità potrebbe passare, si suggerisce, per il coordinamento con le imprese e per una generale differenziazione degli orari di lavoro. Dal punto di vista economico, il documento sottolinea la necessità di risorse e “soluzioni durature”, e auspica che, per attivare gli investimenti, si possano “snellire” le procedure di gara senza “ridurre la qualità dei controlli”.

Mobilità

Altro tema sul tavolo, quello della mobilità. Una delle ipotesi riguarda l’introduzione di sistemi di segnaletica che aiutino a garantire la distanza di sicurezza e di conteggio, in modo da comunicare il livello di saturazione del tpl.

Si parla anche di stabilire regole che adattino le politiche correnti sull’uso dell’auto (Area C, Area B e sosta) ai flussi di traffico e agli orari di spostamento. Si potrebbe quindi dare priorità a chi ha assoluta necessità di spostarsi entro una certa fascia oraria. Il Comune sta anche pensando di realizzare una rete di percorsi pedonali e ciclabili in sola segnaletica, con costi e tempi di realizzazione ridotti.

Soluzioni per i più giovani

Si considera poi di aprire, in modo controllato e progressivo, gli spazi della città pensati per i più giovani: in particolare piazze, giardini e parchi, oltre a spazi culturali e sportivi. Fondamentale anche il recupero della dimensione di quartiere, ad esempio attraverso lo sviluppo “su ampia scala” dei progetti di urbanistica tattica delle piazze aperte.

Scuola

Quanto alla scuola, il documento sottolinea come centrale una modalità di costante collaborazione con le autonomie scolastiche e il territorio: la comunità degli insegnanti, cioè, dovrebbe essere il più possibile presente, indipendentemente dalle modalità di didattica utilizzate. Anche per la scuola si parla di flessibilità oraria, mentre per i campi estivi si immagina l’inserimento di momenti dedicati alla didattica nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza.

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