Mezzi pubblici e trasporti, cosa si può fare e cosa no

Le nuove disposizioni contro il Coronavirus sono efficaci fino al 3 aprile. Ecco cosa sapere su mezzi pubblici e trasporti merci

Come sappiamo, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm 9 marzo 2020 con nuove misure per il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

Le misure sono state anche confermate dal nuovo decreto Conte dell’11 marzo, in vigore dal 12 marzo.

Restrizioni uguali per tutta Italia

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio ha dichiarato l’epidemia da Coronavirus un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e l’11 marzo l’ha poi definita pandemia, e vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, il Governo ha deciso nuove, importanti, misure di contenimento.

Il provvedimento estende le misure del Dpcm 8 marzo 2020 a tutto il territorio nazionale. Inoltre, vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico e introduce modifiche al Dpcm 8 marzo 2020 relative agli eventi e alle manifestazioni sportive.

Per effetto del Dpcm del 9 marzo non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente Dpcm del 1° marzo, con l’istituzione di specifiche zone rosse, sono cessate. L’Italia viene uniformata e le regole quindi sono uguali per tutti.

Come funzionano i mezzi pubblici

Con il Dpcm dell’11 marzo il premier Conte ha confermato le misure già previste nel decreto precedente del 9 marzo. Per i mezzi pubblici, come autobus e metro, vige l’unico obbligo di rispettare la distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra una persona e l’altra, ma non si sono, al momento, altre limitazioni. Tuttavia, sono diversi i Comuni che stanno valutando restrizioni specifiche, vista l’estrema difficoltà di rispettare l’indicazione della distanza.

Non esistono invece limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio  taxi e di ncc non ha subito nessuna modifica, perché l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

Come cambiano gli spostamenti

Sottolineiamo che il decreto, come recita lo stesso nome “Io resto a casa”, raccomanda comunque di restare a casa e non uscire. Si può uscire per andare al lavoro, anche se è caldamente consigliato lavorare da casa, prendere ferie o congedi. Si può uscire anche per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali.

Ma è necessario, in questi casi, essere in grado di provare il motivo di necessità del proprio spostamento (qui trovate la nostra guida sugli spostamenti), eventualmente anche mediante autodichiarazione. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. Divieto assoluto di uscire, invece, per chi ha febbre superiore ai 37,5°, chi è in quarantena o risultato positivo al Coronavirus.

Come funzionano i trasporti

Riguardo invece al trasporto merci, tutte le merci, e quindi non solo quelle di prima necessità, possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa.

Di conseguenza, il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci. Ne consegue che i corrieri merci possono circolare senza restrizioni.

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