Maturità 2019: cambia l’orale e arriva la prova mista

Chi si sottoporrà all'esame di maturità nel 2019 dovrà fare i conti con importanti novità: ecco quelle certe e quelle ipotetiche

Tante sono le novità che attendono gli studenti delle scuole superiori e, soprattutto, chi nel 2019 si sottoporrà all’esame di maturità.

Innanzitutto, l‘orale: sarà proprio il colloquio con la commissione, a vivere una vera e propria rivoluzione. Come ha spiegato il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), l’orale verterà – a partire dal 2019 – sui seguenti punti: proposte della commissione (analisi dei testi, progetti, problemi, documenti, esperienze), esposizione dell’esperienza d’alternanza scuola-lavoro, conoscenze e competenze in tema di Costituzione Italiana, discussione degli esiti delle prove scritte.

Ecco dunque che, tra le più grandi novità, troviamo l’assenza della tesina. Niente lavoro di ricerca, per gli studenti. Niente difficoltà nel collegare tra loro le diverse materie. Ma anche, dall’altro lato, niente “stratagemmi” per rompere il ghiaccio del tanto temuto colloquio orale. Ovviamente, la parte più difficoltosa rimane: le domande della commissione. Domande che verteranno, come di consueto, sul programma della materia assegnata dal Ministero (un professore di matematica non può dunque porre al candidato una domanda di italiano) al singolo professore e che, ora, potranno avere anche come oggetto l’analisi e la comprensione di un testo. Potranno poi essere fatte domande sugli errori commessi negli scritti, e sul progetto “Cittadinanza e Costituzione”.

Infine, alcune scuole continueranno a prevedere un’ulteriore fase dell’esame orale, con domande volte alla conoscenza della “disciplina non linguistica veicolata in lingua straniera” secondo il metodo CLIL, ideato in Canada negli anni Sessanta per consentire d’apprendere con più facilità e con più velocità un idioma straniero, attraverso l’insegnamento di una materia (es. chimica o storia) interamente in quella lingua.

Novità riguarderanno poi la seconda prova scritta (per la quale il Miur ha già diffuso alcune simulazioni). A partire dal 2019 le prove scritte saranno solo due, anziché tre, e la seconda potrà essere mista. Sebbene per la conferma definitiva bisognerà attendere il prossimo gennaio, sono già stati diffusi alcuni esempi in merito a quella che potrebbe essere una piccola rivoluzione: prova di latino-greco per il liceo classico (stralci di brani da tradurre, accompagnati da domande di comprensione del testo), prova di matematica-fisica per il liceo scientifico. Simulazioni ad oggi puramente ipotetiche, ma capaci di far entrare gli alunni nell’ottica del nuovo esame di maturità.

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