Mascherine, le nuove regole di Lombardia, Piemonte e Veneto

In queste ore i Governatori delle tre Regioni del Nord hanno introdotto, confermato o eliminato l'obbligo di mascherine all'aperto: i dettagli

Mentre gli italiani si preparano a riprendere gli spostamenti su tutto il territorio nazionale a partire dal 3 giugno, i Governatori di Veneto, Lombardia e Piemonte, con l’Emilia-Romagna le Regioni più colpite dall’emergenza Coronavirus, emettono ordinanze per regolamentare l’uso delle mascherine da parte dei cittadini.

La scelta di Piemonte e Lombardia

Giovedì era stato il presidente del Piemonte Alberto Cirio a obbligare i cittadini a indossare le mascherine anche all’aperto su buona parte del territorio regionale, in vista del weekend lungo del 2 giugno. La decisione è stata presa in accordo con la Prefettura, dopo quanto accaduto negli ultimi giorni con la movida e durante il passaggio delle Frecce Tricolori.

“Una precauzione per non vanificare questi mesi di sacrificio e per ricordare a ognuno di noi che, oggi più che mai, i nostri comportamenti sono fondamentali per impedire alla curva del contagio di tornare a crescere”. L’ordinanza sarà valida però per un breve periodo: dalla mezzanotte di venerdì 29 maggio fino alla mezzanotte di martedì 2 giugno.

Sulla stessa linea anche la Lombardia, che da lunedì 1 giugno riapre piscine, palestre circoli culturali e ricreativi, oltre a centri massaggi e abbronzatura e parchi tematici. L’ordinanza emessa dal governatore Attilio Fontana e valida fino al 14 giugno conferma su tutto il territorio regionale l’obbligo di indossare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. Tale obbligo era stato introdotto già nelle prime fasi dell’emergenza. Resta obbligatoria anche la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e per i dipendenti e la stessa misura continua a valere anche per i clienti dei ristoranti.

La decisione di Zaia

Diversa, invece, la valutazione di Luca Zaia, presidente della regione Veneto. Con una nuova ordinanza valida fino al 15 giugno, infatti, l’obbligo di portare la mascherina, fatta eccezione per i luoghi pubblici o dove non è possibile garantire il mantenimento delle distanze sicurezza, scompare. “Da lunedì”, ha spiegato il Governatore in conferenza stampa, “la mascherina la porti nei luoghi chiusi o dove c’è assembramento, il che significa che quando vai a camminare non la usi, ma te la porti dietro che se incontri qualcuno la puoi indossare”.

In Veneto, il contagio “si sta spegnendo”, ha sottolineato Zaia, “la coda ce la trascineremo fino giugno, primi di luglio, ma la curva ha preso una bella piega già del 10 di aprile”. I dati, ha poi spiegato, sono in linea con “Il nostro modello”che “ci diceva già mesi fa che avremmo avuto gli ultimi pazienti ai primi di luglio e così sarà”.

“L’Italia? Non è la Wuhan d’Europa”

Zaia ha poi attaccato la decisione di alcuni Stati europei di riaprire le frontiere per tutti, tranne che per gli italiani: ”Come possiamo accettare che la Svizzera consideri gli italiani degli appestati? Apre a tutti tranne che all’Italia. Così anche la Croazia. Non può passare l’idea che siamo un lebbrosario”. E ha osservato: “Non esiste che qualcuno ci cataloghi come la Wuhan d’Europa solo perché nel mondo occidentale abbiamo inaugurato noi l’emergenza coronavirus”.

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