Manifestazioni No Vax, assalto alle stazioni contro il Green Pass: cosa succede

Le proteste degli antivaccinisti nel giorno dell'introduzione del certificato verde per viaggiare sui treni

Comincia da oggi 1 settembre l’obbligo di Green Pass per viaggiare sui treni non regionali (e non solo). Una data segnata dalle manifestazioni, per il momento soltanto annunciate, e dalle aggressioni verbali dei No Vax e dei No Green Pass. Alle parole di chi contesta, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha risposto dichiarando l’impegno del dicastero a non tollerare “minacce e inviti a commettere reati utilizzando il web” e a non ammettere “illegalità in occasione delle iniziative di protesta nei pressi delle stazioni ferroviarie pubblicizzate sulla rete”.

In cosa consistono le proteste dei No Vax annunciate il giorno 1 settembre

Ufficialmente i No Vax scenderanno in piazza nelle principali città e di fronte a 53 stazioni, ma i servizi di intelligence italiani hanno intercettato il tam tam sui social e, infiltrandosi nelle chat di Telegram, hanno colto alcuni indizi riguardanti preparativi di una parte di manifestazioni che non sono state dichiarate. I presidi sono state convocati per il primo pomeriggio – a partire dalle 14,30, ma la sorveglianza delle forze dell’ordine è scattata all’alba: si temono tanto infiltrazioni di gruppi neofascisti quanto contingenti in arrivo dall’estero a supporto degli antivaccinisti italiani, a testimonianza del fatto che i No Vax possono contare su una rete, attiva, che si estende anche al di fuori dei confini nazionali.

Forza Nuova punterebbe a una escalation di tensione e di blocchi, a tal proposito il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare sui rischi di infiltrazioni neofasciste ai presidi di oggi. La capogruppo del Pd, Debora Serracchiani, ha chiesto al governo “se risulta che piazze e cortei dei cosiddetti movimenti No Vax e No Pass siano frequentati da squadristi e picchiatori fascisti”.

Vip nel mirino dei No Pass, i rischi per metro e bus

La preoccupazione del governo trova fondamento nei toni utilizzati dagli antivaccinisti sui gruppi Telegram. Gli attivisti no Green Pass hanno preso di mira virologi, amministratori e volti dello spettacolo: Fabrizio Pregliasco, J – Ax, Stefano Bonaccini, Luigi Di Maio, Matteo Bassetti e Luca Zaia, tra gli altri. Toni condannati da Lamorgese e definiti “inaccettabili”.

Gli agenti schierati a difesa delle stazioni sarebbero stati istruiti anche contro eventuali mosse “di ripiego” dei No Vax, che, secondo il Viminale, potrebbero bloccare metro e bus lì dove impossibilitati a fermare il traffico ferroviario.

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