Lotta al secondary ticketing, in arrivo multe salate per i bagarini

Giro di vite contro il bagarinaggio online, nel mirino le organizzazioni che fanno uso di bot

Chi non ricorda il caso (eclatante) dei biglietti per il concerto dei Coldplay terminati dopo pochi istanti dalla messa online?

Quello del gruppo inglese è solo un caso di molti. Ma adesso parte il giro di vite contro il bagarinaggio online, conosciuto anche come secondary ticketing: ovvero la rivendita di biglietti per concerti, spettacoli ed eventi a cifre altissime e non tramite il canale ufficiale. Fenomeno che in Italia si vuole eliminare rendendo inefficaci i software che vengono usati per acquistare in serie i ticket su internet. Ci sono organizzazioni, infatti, che grazie ai bot acquistano dal sito ufficiale, per poi rivendere a prezzi maggiorati.

Ma le cose stanno per cambiare, sono in arrivo multe salatissime che vanno dai 5mila ai 180mila euro, con anche la rimozione dei contenuti o la possibilità di oscurare i siti incriminati. La novità arriva grazie al decreto attuativo della legge 232/16 del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

A scongiurare l’acquisto di biglietti da parte di bot devono essere i titolari di biglietterie automatizzate, che hanno il compito di fare in modo che i propri portali siano in grado di notare la differenza fra un acquirente vero e uno falso. Impedendo, quindi, che questi ultimi possano procedere con l’acquisto.

A dare una guida saranno l’Agenzia delle Entrate insieme all’Agcom, che forniranno le specifiche tecniche per sistemi sicuri. Inoltre verrà anche rilasciato un riconoscimento di idoneità. Mentre il compito di vigilanza spetterà all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che predisporrà un regolamento.

Non corrono nessun rischio invece i privati, che decidono di rivendere il proprio biglietto senza finalità commerciali.

In Italia gestisce il mercato primario è Ticketone. Dal 2002 la piattaforma ha stipulato un accordo con i maggiori organizzatori di concerti e mette in vendita i biglietti a prezzi fissati. Spesso però accade che, dopo pochi istanti dalla messa in vendita, i biglietti siano sold out. Salvo poi essere rivenduti su altri portali a cifre altissime rispetto al valore iniziale. È successo con i Coldplay l’estate scorsa per i due concerti a Milano, per citare un caso recente, ma anche per molti altri “hot event”.

In Italia mancava la normativa che punisse il secondary ticketing, mentre in altri paesi come Regno Unito e Usa questa pratica è già sanzionabile dal 2013.

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