Lockdown di ritorno e riaperture a maggio: le ipotesi sul tavolo del Governo

Oltre alle graduali riaperture delle attività, l'esecutivo starebbe considerando anche l'ipotesi peggiore: una nuova impennata di contagi

Oltre alle graduali riaperture e alle misure da osservare per passare in sicurezza alla Fase 2, sul tavolo del Governo in questi giorni c’è anche, per forza di cose, lo scenario peggiore: e cioè che, dopo un primo allentamento delle restrizioni, i contagi tornino a salire. 

Il lockdown di ritorno

In quel caso, allo studio dell’esecutivo c’è una modalità di “lockdown di ritorno”, concepito come una sorta di automatismo che vincoli le Regioni in caso di nuovi contagi. L’altra opzione, invece, è quella di procedere caso per caso. Ad ogni modo, il premier e i Ministri starebbero considerando anche l’opzione che ci si trovi costretti a rimettere in quarantena alcune aree del Paese.

Scenario che desta preoccupazione, soprattutto perché i cittadini sono stanchi e provati dall’isolamento e dalle difficoltà economiche. Ma anche senza pensare all’ipotesi più pessimistica, restano tante le sfide da affrontare per organizzare la Fase 2.

Le sfide della Fase 2: i trasporti

Una di queste riguarda il tema dei trasporti, che dovranno essere garantiti, ma contemporaneamente non dovranno diventare nuovi focolai del virus. Bisognerà poi pensare a come evitare che le limitazioni sfocino in un traffico ingestibile, e sarà necessario mettere in campo piani precisi per portare avanti i controlli agli accessi. 

Prima del 4 maggio

Sarà probabilmente tra il 26 e il 27 aprile che il Premier diffonderà più dettagli sul post-4 maggio, data simbolo dell’inizio delle progressive riaperture. Ma qualche eccezione potrebbe essere decisa per alcuni settori con un rischio più basso di contagio, come automotive, moda e componentistica, che potrebbero ripartire già il 27. 

Cosa accadrà dal 4 maggio

Il 4 maggio, riapriranno invece il settore manifatturiero e tessile, costruzioni e commercio all’ingrosso, attività segnalate come le meno a rischio dalle tabelle Inail. Gli spostamenti all’interno della stessa Regione saranno consentiti, mentre per i viaggi interregionali si pensa a una nuova autocertificazione. Sui mezzi pubblici potrà salire un numero limitato di passeggeri, mentre sul luogo di lavoro sarà obbligatoria l’osservanza delle misure di sicurezza e l’uso di dispositivi di protezione.

Ipotesi 11 maggio per i negozi

Dall’11 maggio, potrebbero ripartire i negozi, sempre con garanzie di protezioni individuali e obbligo di distanziamento tra clienti. Per alcuni esercizi vigerà l’obbligo di sanificazione dei prodotti. Si parla di un via libera anche per parrucchieri e centri estetici, che potrebbero affidarsi agli appuntamenti per assicurare il rapporto di uno a uno tra operatore e cliente.

Ipotesi 18 maggio per biblioteche, musei, bar

Bar e ristoranti riapriranno per ultimi, inizialmente limitandosi al servizio di asporto, per poi tornare alla normale attività con un numero ristretto di clienti per volta.

Mentre in un’intervista a La Repubblica, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha dichiarato che “a maggio, non dal 4 ma più avanti, potranno riaprire quei musei e siti archeologici in grado di rispettare le prescrizioni di sicurezza indicate dal comitato scientifico”. L’ipotesi più accreditata dalla stampa sarebbe per ora il 18 maggio.

Su cinema, teatri e concerti, “stiamo discutendo con gli esperti”, ha puntualizzato Franceschini, che però ha avvertito: “gli ultimi saranno inevitabilmente i luoghi in cui tante persone dovrebbero stare in uno spazio limitato, al chiuso o all’aperto. Vorrei fosse comunque chiaro che nessun teatro, nessun cinema, nessun artista, verrà lasciato solo. Siamo partiti con le prime risorse straordinarie proprio dai più indifesi, quelli con i redditi più bassi”.

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