Lockdown bis, riparte la corsa al lievito: cosa sta succedendo

Rinchiusi in casa per molti italiani si riaccende la passione della cucina e riparte la ricerca dell'ingrediente più prezioso: il lievito

Lockdown chiama lievito. Dall’esperienza della prima chiusura nazionale a causa dell’epidemia da coronavirus, gli italiani hanno riscoperto una passione per la panificazione. E nel paniere delle famiglie non può più mancare il lievito di birra, fondamentale per realizzare pane, pizza e dolci.

Lockdown, riparte la corsa al lievito: cresce di nuovo la domanda

Cercato ma spesso non trovato sugli scaffali dei supermercati, durante i primi mesi dell’epidemia si è registrato il picco di vendite di questo ingrediente, facendo presto arrivare all’esaurimento delle scorte. Ma di fronte ai nuovi lockdown regionali i produttori assicurano che il lievito ci sarà per tutti.

Dati rilevati dall’istituto di analisi di mercati, Nielsen, mostrano come nella settimana dal 19 al 25 ottobre 2020 la vendita di lievito sia cresciuta del 76,2% sullo stesso periodo del 2019. Le farine del 48,5% e gli ingredienti per la pasticceria del 38,6%.

Non ci sarà bisogno di assaltare il supermercato per fare scorte. Abbiamo lavorato a ritmi serrati per tutto l’anno e continueremo anche nei prossimi mesi” garantisce, Paolo Grechi, presidente degli imprenditori del settore dei lieviti che fa parte di Assitol.

Lockdown, riparte la corsa al lievito: l’ostacolo della Commissione europea

Anche se la domanda dovesse raggiungere i livelli del secondo trimestre 2020 le aziende non si faranno più trovare impreparate. Più che le forniture, però, a destare la preoccupazione dei produttori è la disponibilità della materia prima: il melasso da zucchero.

Si tratta della sostanza indispensabile per produrre il lievito, che si ottiene dalla sua fermentazione. Ma la Commissione europea starebbe pensando, nell’ambito del dibattito sulle energie rinnovabili da progettare dal 2020 in avanti, di inserire il melasso nella lista dei biocarburanti.

In questo modo l’industria dell’energia potrebbe sfruttare questa sostanza da convertire in bioetanolo e usufruire degli incentivi comunitari, a discapito però dell’industria alimentare.

“L’ipotesi è un attacco al principio del ‘food first’ – ha detto Paolo Grechi – intendiamo dare battaglia in Europa, per scongiurare la pericolosa competizione tra uso alimentare ed energetico del melasso”.

Sull’onda dell’entusiasmo per la panificazione degli italiani, le aziende del settore hanno anche pensato di promuovere la cultura del lievito tramite un sito (welovelievito.it) tutto dedicato. “Il lievito si coltiva, non si fa – ha precisato il presidente del Gruppo lievito – Ha i suoi tempi, che vanno assecondati e agevolati, ma che è impossibile stravolgere”.

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