Italia tutta zona gialla: dai centri commerciali alle palestre, riaperture e regole

E sono ben sette le regioni che potrebbero addirittura passare in zona bianca entro la metà di giugno.

Italia di nuovo tutta in zona gialla con un assaggio di normalità in vista dell’estate e dopo un lungo inverno di restrizioni. E sono ben sette le regioni che potrebbero addirittura passare in zona bianca entro la metà di giugno.

Riaperture

Il weekend scorso ha portato una grandissima novità: la riapertura dei centri commerciali che sono stati letteralmente presi d’assalto ed a rischio assembramenti. Oggi, lunedì 24 giugno riaprono anche le palestre, ma con protocolli di sicurezza rigorosissimi, tanto da costringere diversi gestori a rinviare la riapertura dell’impianto.

Confini regionali

Altro passo cruciale la riapertura dei confini fra regioni, che consentirà la ripartenza delle attività turistiche, complice anche il via libera a bar e ristoranti anche al chiuso.

Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna hanno già i parametri e dovranno mantenerli, mentre Veneto, Liguria, Umbria ed Abruzzo sono vicinissimi e potrebbero conquistare il ticket per il passaggio in zona libertà nel monitoraggio della prima settimana di giugno. Va ricordato che per la zona bianca occorre non superare 50 contagi ogni 100mila abitanti.

Incidenza Covid, Rt e rischio

Accelera anche la diminuzione dell’incidenza Covid sull’intero territorio nazionale, vero indicatore che verrà considerato d’ora in avanti, assieme al tasso di occupazione delle aree mediche e delle terapie intensive, al posto dell’indice Rt, nel periodo 28 aprile-11 maggio pari a 0,78, in diminuzione rispetto alla settimana precedente.

L’incidenza inizia finalmente ad avvicinarsi a valori che, attraverso l’attivazione di intense attività di tracciamento sistematico, consentirebbero una gestione basata sul contenimento o sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti.

L’analisi Iss dei dati relativi al periodo 10-16 maggio dice che questa settimana accelera il calo dell’incidenza settimanale, arrivando a 73 per 100mila abitanti, contro 103 della settimana precedente. Per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al virus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra fine aprile ed inizio maggio.

 

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