Isee precompilato, tre le modifiche proposte: cosa cambia per le famiglie

Le novità sulll'Isee per introdurre nuove agevolazioni fiscali alle famiglie numerose

In arrivo novità sull’Isee per aiutare le famiglie nella dichiarazione della loro situazione economica ai fini delle prestazioni sociali.

Ogni anno in Italia sono oltre 6 milioni le famiglie che compilano la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), per la richiesta di calcolo dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente che serve per valutare la situazione economica delle famiglie stesse.

La richiesta dell’Isee è fondamentale per ottenere prestazioni sociali agevolate riguardo alle rette degli asili, alle tasse universitarie e anche per il Reddito di cittadinanza. Nel 2015 questo strumento era stato profondamente riformato. Ora arrivano altre novità, alcune già operative altre invece allo stato di proposta di legge.

La prima riguarda l’Isee precompilato, sul sito web dell’Inps, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2020. Nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 4 ottobre 2019 è stato pubblicato il decreto 9 agosto 2019 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la sperimentazione della nuova Dsu precompilata.

Inizialmente la sperimentazione riguarderà soltanto alcune migliaia di famiglie, che potranno farne richiesta direttamente all’Inps o tramite i Centri di assistenza fiscale (Caf). Per l’autenticazione sul portale dell’Istituto di previdenza serviranno le credenziali di accesso Inps o l’identità digitale Spid, con l’aggiunta dell’indicazione esatta di alcuni dati relativi a ciascun componente del nucleo familiare.

Non tutti i dati della Dichiarazione sostitutiva unica, tuttavia, saranno precompilati. Infatti, tra le 14 voci da inserire nella griglia delle informazioni, solo 5 saranno precompilate dall’Inps e solo per quelle famiglie che abbiano già presentato una Dsu direttamente all’Inps nel triennio 2016-2018. Le altre voci, le deve inserire il dichiarante. Dunque, l’Isee precompilato parte con alcuni limiti.

Riguardo, invece, alle modifiche del calcolo delI’Isee, una proposta di legge presentata dal M5S al Senato lo scorso giugno, ma stampata solo in questi giorni, prevede alcune importanti novità per aiutare le famiglie con figli.

La proposta è firmata dalle senatrici Tiziana Drago e Nunzia Catalfo, nel frattempo divenuta ministra del Lavoro nel governo Conte bis, e punta a “potenziare le agevolazioni fiscali“, aumentando prestazioni sociali, sanitarie e assistenziali per le famiglie numerose, che attualmente “risultano svantaggiate, a parità di reddito, rispetto ai single e alle coppie senza figli a doppia carriera”.

Si vogliono introdurre tre modifiche dell’indicatore della situazione economica familiare. La principale propone di calcolare l’Isee sulla base del reddito familiare netto, tolte le imposte, e non più su quello lordo.

Per la parte patrimoniale, poi, si propone di passare dall’attuale coefficiente rigido (il 20% del patrimonio familiare) a una scala di coefficienti che scende in base al numero dei figli: il 15% per le famiglie con un figlio, il 10% per quelle con due figli e il 5% per quelle con almeno tre figli.

L’ultima modifica, infine, riguarda la scala di equivalenza attraverso la quale si calcola l’indicatore, una volta sommati redditi e patrimonio. Si prevede l’introduzione di “un si­stema di maggiorazioni che punti marcata­mente al sostegno delle famiglie numerose, specie quelle in cui siano presenti figli mi­nori”.

Riguardo all’impegno di spesa per queste novità, la proposta di legge indica un onere di 80 milioni di euro a regime, dall’anno 2020.

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