Scuola, a rischio il tempo pieno alle elementari

Ingressi contingentati e mancanza di insegnanti le cause principali di una necessaria revisione dell'orario, con conseguenze inevitabili sulle famiglie

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ribadito in questi giorni che si tornerà a scuola dal 14 settembre. I sindacati, però, sono pessimisti: non tanto per quel che riguarda l’effettiva data della ripresa quanto per le modalità e, soprattutto, gli orari. Chiedono infatti che sia garantito il tempo pieno, minacciato però dallo scarso numero di docenti e dalla necessità di entrare e uscire dagli istituti a scaglioni. Sarebbe un problema notevole per i genitori di quei bambini iscritti alle elementari, impegnati al lavoro e quindi impossibilitati a occuparsi dei figli immediatamente dopo pranzo.

Scuola, nuovi orari all’orizzonte

L’obiettivo delle scuole è far tornare tutti gli alunni in presenza, abbandonando la didattica a distanza. Per rispettare le norme anti-contagio, però, sarà necessario scaglionare gli ingressi e le uscite, così da evitare gli assembramenti. Questo potrebbe costringere la maggior parte degli istituti a organizzarsi per garantire le lezioni anche il sabato.

La certezza è che a decidere saranno le singole scuole, in base agli spazi e ai bisogni. La sensazione però è che, comunque, l’orario 8.30-16.30 in vigore alle elementari sarà difficile da rispettare. Gli istituti, infatti, dovendo fare i conti con gli ingressi scaglionati potranno aprire i cancelli ad alcuni studenti già dalle 7 del mattino, estendendo l’entrata fino alle 9. Di conseguenza, la settimana scolastica passerebbe a 6 giorni invece di 5.

Per garantire le 40 ore settimanali, infatti, al netto degli ingressi contingentati non si potrebbero garantire 8 ore al giorno per cinque giorni. Si potrebbe passare a 6 ore e 30 minuti al giorno per sei giorni. Alle elementari, quindi, gli studenti entrati alle 7 uscirebbero tra le 14 e le 15. Quelli entrati alle 9, invece, tra le 17 e le 18. Un problema per chi vuole che i figli si dedichino alle attività extrascolastiche, soprattutto allo sport, dopo la scuola. Ma anche il tempo per fare i compiti si ridurrebbe notevolmente.

Le varie possibilità

Ancora nulla è deciso, ma al vaglio ci sono diverse possibilità per ripartire nella maniera migliore possibile:

  • ingresso scaglionato a partire dalle ore 7;
  • scuola aperta anche il sabato mattina;
  • ore delle singole materie ridotte: 40-45 minuti invece dei classici 55-60 minuti.

Cosa cambia alle medie e alle superiori

Gli studenti delle medie (e ovviamente delle superiori) possono essere autonomi, al contrario di quelli delle elementari. Anche per loro, però, i cambiamenti non saranno di poco conto. Alle medie, infatti, le ore settimanali sono 30, ma possono arrivare anche a 36 nel caso delle soluzioni a tempo prolungato. Queste, con gli ingressi contingentati, difficilmente saranno spalmate solo su 5 giorni. Probabilmente si dovrà andare in classe anche di sabato.

Stesso discorso per le superiori, dove le ore settimanali sono una trentina. Le linee guida suggerite dai sindacati consigliano moduli orari da 45 minuti, invece dei 60, e anche di non prolungare la finestra di uscita oltre le 16. Comunque non cambierà il numero delle ore curriculari: cambierà la loro distribuzione durante la giornata e durante la settimana, con la possibilità di ricorrere, nel caso delle superiori, ancora alle lezioni a distanza.

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