Fase 2, l’indice Rt in tutte le Regioni: la situazione al 6 giugno

I dati diffusi dal ministero della Salute e dall'ISS mostrano dati incoraggianti, anche se l'epidemia non è ancora terminata

La Fase 2 procede senza troppi scossoni. Anche se in tutta la Penisola sono attivi focolai di contagi documentati, per i quali è richiesto il massimo livello di attenzione, i dati dei rilevamenti che arrivano dalle Regioni fanno ben sperare.

Come previsto dall’ultimo DPCM, infatti, le aperture dei confini regionali sono subordinate alle rilevazioni fatte settimanalmente dall’Istituto Superiore di Sanità in collaborazione con le stesse Regioni e il Ministero della Salute. E, come emerge dalla lettura dei dati riferiti al periodo 25 maggio – 31 maggio (dunque immediatamente precedente alla riapertura alla mobilità interregionale, tutte le Regioni e le Province autonome italiane hanno un indice Rt inferiore a 1. Un dato che fa ben sperare, dunque, anche se dal Ministero della Salute invitano alla calma.

Fase 2, l’indice Rt in tutte le Regioni

Stando ai report diffusi dal ministero della Salute, l’indice Rt delle Regioni e Province autonome al 31 maggio sono i seguenti:

  • Abruzzo: Rt 0,76
  • Basilicata: Rt 0,00
  • Calabria: Rt 0,37
  • Campania: Rt 0,58
  • Emilia Romagna: Rt 0,58
  • Friuli Venezia Giulia Rt 0,76
  • Lazio: Rt 0,75
  • Liguria: Rt 0,48
  • Lombardia: Rt 0,91
  • Marche: Rt 0,86
  • Molise: Rt 0,59
  • PA Bolzano: Rt 0,86
  • PA Trento: Rt 0,86
  • Piemonte: Rt 0,58
  • Puglia: Rt 0,78
  • Sardegna: Rt 0,14
  • Sicilia: Rt 0,55
  • Toscana: Rt 0,72
  • Umbria: Rt 0,65
  • Valle D’Aosta: Rt 0,47
  • Veneto: Rt 0,61

Risultati confortanti dalle misure di contenimento

Nella nota stampa congiunta del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità si mette in evidenza come le misure di contenimento adottate nelle scorse settimane stiano dando i loro frutti. Lo stop agli spostamenti al di fuori del proprio comune e la quarantena in casa “hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA”.

Rispetto a qualche settimana fa, dunque, la situazione è in netto miglioramento, con un generale calo del numero dei casi e assenza di segnali di sovraccarico dei sistemi sanitari locali. “La stima dell’indicedi trasmissibilità (Rt) per data inizio sintomi nel periodo dal 12/5 al 25/5, calcolato al 3/6/2020, mostra valori medi al di sotto di 1 in tutte le Regioni e Province autonome“.

Non abbassare la guardia

Nonostante le note positive, però, ministero e ISS invitano a non abbassare la guardia. In alcune Regioni il numero di casi rilevati settimanalmente è ancora elevato, seppur in calo rispetto al passato. “In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro evidenzia come l’epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa“.

Per questo motivo le autorità sanitarie consigliano di non modificare le abitudini delle ultime settimane, mantenendo le distanze di sicurezza interpersonale quando si è in presenza di estranei e continuare a indossare la mascherina, anche all’aperto.

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