Green pass, mascherine dai 6 anni e distanza: le regole per la scuola

Il piano per il rientro in classe dell’Istituto superiore di Sanità. Tutte le regole, dall’educazione fisica alle mense

Distanziamento di almeno un metro fra i banchi, uso delle mascherine chirurgiche sopra i sei anni, anche da seduti, necessità di un frequente ricambio d’aria.

Oltre al green pass per gli insegnanti e il personale scolastico, sono queste alcune delle principali raccomandazioni indirizzate alle scuole che si trovano nel Rapporto Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da Sars-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022) (qui il documento) messo a punto da Iss, ministero della Salute, ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19.

Le misure sono state definite dagli esperti per limitare le occasioni di contagio anche in base ai futuri scenari epidemiologici che si potrebbero configurare nel corso dell’anno scolastico.

Scuola, le regole in zona bianca

Anche in zona bianca restano le raccomandazioni su distanziamento, obbligatorietà delle mascherine chirurgiche in caso di impossibilità a mantenere la distanza di almeno un metro tra i banchi e sanificazione. Inoltre, le attività extracurriculari sono consentite in zona bianca, mentre le stesse devono essere limitate nelle Regioni gialle, arancioni o rosse.

Scuola, le evidenze scientifiche

Il documento fa anche il punto sulle evidenze scientifiche finora prodotte in Italia dalle istituzioni sanitarie che dimostrano come la trasmissione del virus fra i giovani sia legata più alla comunità che alla frequenza e alla sede scolastica. Gli studi scientifici dimostrano anche come il personale scolastico non sia risultato più a rischio di sviluppare, rispetto ad altre professioni, l’infezione da Covid-19.

Scuola, obbligo mascherine dai 6 anni

All’inizio dello scorso anno scolastico, pur in piena pandemia, le mascherine non erano obbligatorie al banco per le scuole elementari. Ora sarà obbligatorio indossarle a scuola dai 6 anni all’università. È fortemente raccomandata la mascherina di tipo chirurgico in ogni situazione, si legge nel documento, ma è indispensabile solo “laddove non sia possibile il distanziamento di almeno un metro”.

L’Istituto superiore di Sanità ricorda tra l’altro come, per gli ultra 12enni o addirittura nelle università, dove si rispetti il distanziamento, in posizione statica, cioè al banco, si possa anche derogare all’uso della mascherina se “le classi sono composte tutte da studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale o abbiamo un certificato di guarigione in corso di validità”.

La mascherina si può togliere poi, oltre che a mensa, una volta seduti e distanziati, anche per le lezioni di educazione fisica, dove è previsto anche all’aperto “l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno due metri”.

Scuola, regole per la Dad

L’Istituto di Sanità ricorda che le scuole secondarie e le università “devono essere in condizioni di implementare la didattica a distanza in base alle condizioni epidemiologiche”. Didattica a distanza che può essere attivata “esclusivamente” in singole scuole o in specifiche aree territoriali con provvedimenti dei presidenti delle Regioni dei sindaci in zona arancione o rossa. Dunque, il passaggio di zona non implica automaticamente l’attivazione della Dad.

Test molecolari salivari su base volontaria

Accanto al documento strategico è stato inoltre preparato, in stretta collaborazione con le Regioni e con esperti del settore, un Piano di monitoraggio della circolazione di Sars-CoV-2 destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado, al fine di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella”, la diffusione del virus in ambito scolastico anche in soggetti asintomatici. Il piano prevede test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presenti sul territorio nazionale. Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici.

La campagna coinvolgerà almeno 55mila alunni ogni 15 giorni e sarà supportata dalla Struttura Commissariale nella sua implementazione. La scelta dei test molecolari su campione salivare è stata effettuata poiché questi offrono un’alta precisione del risultato e garantiscono il vantaggio della facilità della raccolta del campione. In una prima fase “di avviamento” le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle Asl competenti o dal personale della struttura commissariale.

Successivamente, la raccolta dei campioni verrà effettuata in ambito familiare rispettando le istruzioni che garantiscono la correttezza della sua esecuzione. Il prelievo potrà essere effettuato in modo autonomo dalla famiglia e il test consegnato in punti di raccolta. Questo permette anche la possibilità di processare il campione per l’eventuale sequenziamento genomico virale. In caso di soggetti positivi/contatti (basso o alto rischio), si seguiranno le indicazioni dei Dipartimenti di prevenzione sulla base delle procedure definite dalla rispettiva Regione/Provincia Autonoma, e del Ministero della Salute.

 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Green pass, mascherine dai 6 anni e distanza: le regole per la scuola