Turismo: la Grecia “riapre” all’Italia, ma con test per 4 Regioni

Tra il 15 e il 30 giugno, chi arriva da aree considerate a rischio sarà testato e dovrà mettersi in quarantena per 7 o 14 giorni

Aveva fatto scalpore alcuni giorni fa la decisione della Grecia di riaprire le frontiere, a partire dal prossimo 15 giugno, a 29 Paesi ma non all’Italia. Una circostanza che aveva peraltro fatto infuriare il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che aveva commentato: “In questi giorni ne ho sentite davvero tante sull’Italia. Non mi sembra il momento di fare polemiche, ma una cosa voglio dirla chiaramente: esigiamo rispetto”. E aveva proseguito: “Bisogna misurare sempre le parole e le azioni. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili. La pazienza ha un limite”.

La missione di Di Maio

Le parole del Ministro non si riferivano unicamente alla decisione del Governo ellenico, visto che altri Paesi europei, come Austria, Croazia e Svizzera, hanno esplicitato l’intenzione di restare “chiusi” ai turisti italiani. Di Maio, oltretutto, ha annunciato che sarà in missione in Germania il 5 giugno, in Slovenia il 6 e in Grecia il 9 per mandare un messaggio ben preciso: che l’Italia, cioè, “è pronta a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza”.

Il passo indietro di Atene

Ma nelle ultime ore, sembra che Atene abbia fatto un passo indietro rispetto alla posizione assunta nei giorni scorsi. Sul sito dell’Ambasciata greca, infatti, è comparso un avviso eloquentemente intitolato “La Grecia è di nuovo pronta ad accogliere il mondo”, in cui si spiegano nel dettaglio le regole per viaggiatori e turisti nelle prossime settimane e mesi.

La prima fase del turismo greco

Attualmente e fino al 15 giugno prossimo, i voli internazionali sono ammessi solo all’aeroporto di Atene. A tutti i visitatori all’arrivo viene effettuato un test, e i passeggeri devono obbligatoriamente trascorrere la notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in  auto-quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni.

La “Fase-ponte”: Italia sì, ma precauzioni

Dal 15 al 30 giugno, la cosiddetta “Fase-ponte”, i voli internazionali potranno invece atterrare negli aeroporti della Capitale e di Salonicco. Permangono, tuttavia, delle limitazioni: se l’aereo, infatti, proviene da una delle aree considerate “ad alto rischio” nell’elenco stilato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea, i passeggeri saranno obbligatoriamente sottoposti a un test all’arrivo. In caso di negatività, il passeggero dovrà affrontare un periodo di quarantena di 7 giorni, mentre in caso di positività la quarantena sarà di 14. Per quanto riguarda l’Italia, tali aree “a rischio” corrispondono a Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

La terza fase dall’1 luglio

Al termine della “Fase-ponte”, cioè dal 1 luglio, invece, si avverte che i voli internazionali saranno ammessi in tutti gli aeroporti di Grecia, e i visitatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo. “Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi”, si specifica, “saranno annunciate in un secondo momento”.

La risposta di Zaia

Ma la decisione di riaprire le frontiere con test obbligatori per i cittadini del Veneto non è piaciuta al Governatore di quella Regione, Luca Zaia, che già nelle scorse ore aveva giudicato come riprovevole il comportamento di Atene. Ma anche l’ultima mossa dell’esecutivo ellenico è stata oggetto delle sue aspre critiche: “La Grecia che mette al bando il Veneto mi pare allucinante. Mi chiedo cosa pensino i loro operatori, sono i nostri turisti che vanno lì. Sappiano che non ci vedono più”, ha commentato. E ha aggiunto: “Esperti di sanità quelli della Grecia…”.

 

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