Glifosato: la UE conferma per 5 anni il diserbante (forse) cancerogeno

La maggioranza dei rappresentanti degli Stati dell’UE si è espressa lunedì per un rinnovo di 5 anni dell’autorizzazione dell’erbicida

Gli Stati membri dell’UE hanno approvato la proposta della Commissione europea per un rinnovo quinquennale del glifosato, principio attivo contenuto negli erbicidi utilizzati in agricoltura e prodotto dalla Monsanto, i cui permessi di utilizzo e compravendita scadono il 15 dicembre. Alla fine ha pesato il voto favorevole della Germania, favorevole all’utilizzo di un prodotto che divide da comunità scientifica prima ancora di quella politica.

PERICOLOSO O NO? – Il glifosato, utilizzato in agricoltura da oltre 40 anni, rappresenta il 25% del mercato mondiale degli erbicidi. Sui possibili effetti cancerogeni del glifosato sono stati effettuati diversi studi, ma i risultati sono contradditori. Il prodotto è classificato “probabile cancerogeno per l’uomo” dal Centro internazionale di ricerca sul cancro, un organo dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare e l’Agenzia europea dei prodotti chimici sono invece giunte alla conclusione che le conoscenze scientifiche non sono sufficienti per una simile classificazione. Una divisione che si è riverberata evidentemente anche sulle scelte politiche dei paesi comunitari.

In Svizzera sono stati presentati i primi risultati di uno studio realizzato dalla Confederazione, dal quale emerge che circa il 40% delle derrate alimentari presenta tracce quantificabili dell’erbicida. Le concentrazioni maggiori – sempre comunque inferiori ai limiti fissati dalla legge – sono state riscontrate nelle paste, nei cereali per la prima colazione e nei legumi.

IL VOTO – Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito e Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Svezia gli Stati membri a votare a favore di nuove autorizzazioni. Insieme rappresentano il 65,7% della popolazione totale dell’Ue. Esce sconfitto il gruppo dei nove Paesi, di cui fa parte l’Italia, che spingeva per un’Europa “glyphosate free”. In questa battaglia politica l’Italia aveva trovato in Austria, Belgio, Cipro, Francia, Grecia, Lussemburgo, Malta e Ungheria gli alleati per contrastare le richieste dell’esecutivo comunitario. Non è riuscita a convincedere i partner tedeschi.

FRANCIA: “DA NOI SARA’ BANDITO ETRO TRE ANNI” – In un tweet pubblicato dopo il via libera degli Stati membri Ue, il presidetne francese Emanuel Macron annuncia di aver chiesto al suo governo di “assumere le disposizioni necessarie affinché l’uso venga vietato in Francia non appena verranno trovate delle alternative, al più tardi tra tre anni”. “L’Italia già adotta disciplinari produttivi che limitano l’uso del glifosato a soglie inferiori del 25% rispetto a quelle definite in Europa al fine di portare il nostro Paese all’utilizzo zero del glifosato entro il 2020”, ha detto il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina.

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