Genitori, congedi e smart working: cosa cambia a settembre

Fino al 14 settembre i genitori di figli fino a 14 anni hanno diritto allo smart working e con figli fino a 16 anni all'astensione dal lavoro. Ma c'è l'ipotesi prolungamento in caso di positivi in classe.

Col rientro a scuola degli studenti, cambia il paradigma anche per i genitori al lavoro. Con l’apertura dell’anno scolastico, il prossimo 14 settembre, vengono meno tutte le particolari disposizioni che erano state previste per consentire ai genitori la conciliazione tra vita lavorativa e familiare in considerazione della chiusura delle scuole per l’emergenza Covid. Dunque fine dei congedi straordinari, del diritto allo smart working e del bonus baby sitting.

Smart working
Il diritto allo smart working può essere esercitato come diritto acquisito solo fino a riapertura scuole, prevista per il 14 settembre. Ciò non significa che i genitori non possano continuare a lavorare in smart working, le imprese possono scegliere autonomamente di utilizzare il lavoro agile in modalità semplificata fino alla fine dello stato d’emergenza Covid, quindi fino al 15 ottobre, senza bisogno di accordi individuali. Dal 14 settembre al 15 ottobre, tuttavia, i genitori saranno equiparati a tutti gli altri lavoratori dipendenti, decadendo la corsia preferenziale in base alla quale avevano diritto a ottenere lo smart working con i figli a casa da scuola.

Restano comunque una serie di condizioni da rispettare: ad esempio, non ci può essere l’altro genitore destinatario di misure di sostegno al reddito, o non lavoratore, come da norma primaria.

Astensione dal lavoro
Fino alla riapertura delle scuole, quindi fino al 14 settembre, i genitori continuano ad aver diritto anche ad astenersi dal lavoro, senza indennità. La misura è prevista dall’articolo 72 del decreto Rilancio, e riguarda i genitori di figli fino a 16 anni di età: possono astenersi dal lavoro per l’intero periodo di chiusura delle scuole, «senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro». Anche in questo caso, non ci deve essere altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito o non lavoratore.

Congedo Covid e bonus baby sitter
Non è più possibile chiedere il congedo parentale straordinario Covid dallo scorso 31 agosto. Si trattava di 30 giorni di congedo parentale, aggiuntivi rispetto a quelli normalmente previsti e pagati al 50% invece che al 30%, introdotti dal Dl 18/2020 (Cura Italia), poi potenziati con il decreto Rilancio.

Sempre lo scorso 31 agosto è decaduta anche la possibilità di fare domanda per il bonus baby sitter, alternativo al congedo parentale straordinario, previsto sempre per l’emergenza Covid. Attenzione: i genitori che hanno utilizzato il bonus baby sitter entro lo scorso 31 agosto, hanno tempo fino al 31 dicembre 2020 per rendicontare la prestazione all’interno della procedura INPS.

Riattivazione con studenti positivi in classe
Ma che succede se uno studente risulta positivo obbligando i compagni alla quarantena? Possibile la riattivazione di alcune misure a sostegno dei genitori stessi sperimentate durante il lockdown, come lo smart working e i congedi straordinari.
“Per aiutare i genitori nel caso di quarantene previste per classi con un positivo al Covid dobbiamo riattivare gli strumenti straordinari già previsti nel periodo del lockdown, quindi congedi straordinari retribuiti e diritto allo smart working”. Lo afferma Elena Bonetti, ministra per le pari opportunità e la famiglia.

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