Frontiere Ue, l’appello di Conte e Sánchez: “Riapertura sia coordinata”

Intanto, Luigi Di Maio in visita al suo omologo a Berlino ha annunciato la decisione tedesca di riaprire il 15 giugno: "Scelta di lealtà"

Mentre il 3 giugno l’Italia, oltre a consentire il via libera agli spostamenti tra Regioni, ha riaperto le frontiere ai Paesi europei senza obbligo di quarantena, Germania e Svizzera hanno annunciato la riapertura per gli italiani dal 15 giugno. Le frontiere esterne dell’Ue, però, resteranno chiuse fino a fine giugno, secondo l’accordo globale raggiunto dai ministri degli Interni dell’Unione.

L’appello di Conte e Sánchez

E a chiedere che gli Stati europei ripartano insieme, in maniera “coordinata, non discriminatoria e in base a criteri epidemiologici chiari e trasparenti”, sono stati i presidenti di Italia e Spagna, Giuseppe Conte e Pedro Sánchez, in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. “È il momento di riattivare le nostre economie, recuperare la normalità e anche un elemento fondamentale del progetto europeo come la libertà di movimento nello spazio Schengen”, hanno scritto.

L’obiettivo della richiesta è quello di definire tutti insieme i prossimi passi e ottenere il prima possibile l’eliminazione delle restrizioni alle frontiere dei Paesi Ue, per dare il via ufficialmente alla stagione turistica. Italia e Spagna, in effetti, sono i Paesi più duramente colpiti dal Covid-19 e più dipendenti dal settore turistico, che rappresenta tra il 12 e il 13% della loro economia.

Nella missiva, Conte e Sánchez hanno anche proposto che sia il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) ad avere un ruolo fondamentare nello stabilire i criteri per la riapertura. Secondo i due firmatari, infatti, sarà “necessario stabilire criteri sanitari comuni in tutta la Ue per i trasporti, con protocolli concordati tra tutti”. E proseguono: ”Molti dei nostri Stati membri si avvicinano alla data decisa per la riapertura delle loro frontiere alla mobilità turistica. Da come questo processo verrà portato a compimento dipenderà la percezione che i nostri cittadini avranno del ruolo centrale della Ue in tutta la crisi”.

La decisione della Germania

Quanto alle frontiere interne all’Ue, oggi il ministro degli Esteri Di Maio, che ha incontrato il suo omologo Heiko Maas, ha comunicato in conferenza stampa il piano della Germania “di riaprire i flussi verso il 15 giugno”, decisione che ha definito “una scelta di lealtà e trasparenza nei confronti dell’Italia che apprezziamo e che è conforme allo stato di salute attuale del paese”. Il via libera si baserà, ha specificato Maas, su “aggiornamenti quotidiani negli avvisi”, e sul principio che “se ci fossero peggioramenti in alcune regioni verrebbe segnalato”. Lo stesso giorno, il 15 giugno, riapriranno i confini svizzeri anche per gli italiani.

Le frontiere esterne

Quanto invece alle frontiere esterne, la data per il ritorno alla normalità è il primo luglio. “Personalmente credo che torneremo al pieno funzionamento dell’area Schengen e alla libera circolazione dei cittadini entro la fine del mese di giugno”, ha detto la commissaria agli Affari interni Ue Ylva Johansson. “Quasi tutti i viaggi in Europa dall’esterno dell’Ue sono limitati fino al 15 giugno per l’epidemia, ma molti ministri hanno suggerito di voler prorogare questa scadenza fino all’inizio di luglio”, ha affermato Johansson.

“Tutti gli Stati membri sono d’accordo, e l’hanno sottolineato oggi, che anche nel caso delle frontiere esterne il processo deve essere graduale e strettamente coordinato a livello Ue”. “Dobbiamo evitare”, ha poi sottolineato la segretaria di stato per il ministero degli Interni croato, Terezija Gras, che la riapertura dei confini esterni “porti a una reintroduzione dei controlli alle frontiere interne. Ci baseremo molto sui dati scientifici”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Frontiere Ue, l’appello di Conte e Sánchez: “Riapertura s...