Fondazione riconosciuta: cos’è e le leggi che la regolano

Cosa sono le fondazioni, come sono costituite e quali sono le leggi che le regolano: ecco tutto ciò che c’è da sapere

La fondazione è un’organizzazione stabile che possiede un patrimonio ma persegue uno scopo non economico. Viene creata con un atto unilaterale di autonomia, chiamato anche “atto di fondazione”. Se ne distinguono due tipi: quello “inter vivos” e “mortis causa”. Il primo è un atto pubblico notarile, revocabile dal fondatore fino al suo riconoscimento. Il secondo, invece, si trova all’interno dei testamenti e inizia a produrre i suoi effetti nel momento in cui è aperta la successione.

L’atto di fondazione

L’atto di fondazione non è libero, ma deve tenere determinate informazioni al suo interno: ci deve essere la manifestazione di volontà di creare l’ente, la sua denominazione, lo scopo, il patrimonio, la sede, le norme sull’ordinamento e l’amministrazione, nonché i criteri e le modalità di erogazione delle rendite.

Ciò che è realmente importante per costituire una fondazione, è l’atto di dotazione. Con questo, il creatore dell’ente deve spogliarsi dei suoi beni e destinarli al patrimonio della fondazione, tutelandoli inoltre con il vincolo di destinazione per il perseguimento dello scopo prefissato.

Personalità giuridica

Bisogna poi compiere lo step successivo: far sì che la fondazione ottenga la personalità giuridica. Per averla, bisogna presentare la domanda di riconoscimento insieme allo statuto, all’atto di fondazione e di dotazione, alla prefettura della provincia dove l’ente ha stabilito la sua sede. Successivamente la prefettura dovrà controllare che tutto sia in regola e, se lo ritiene necessario, può accordare alla fondazione l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche. Se la prefettura ritiene che la fondazione non soddisfi i requisiti, questa non potrà operare – come erroneamente spesso si crede – come un ente non riconosciuto.

Lo scopo della fondazione

Una volta che la fondazione è stata riconosciuta, il suo scopo non può essere assolutamente modificato, né dal fondatore né dall’organo amministrativo. Ciò che la legge consente, invece, è la sua precisazione. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni, sono cresciute le fondazioni che – al momento del riconoscimento – hanno indicato nel proprio atto uno scopo vago e generico, per poi definirlo meglio in un tempo successivo. Ad esempio può succedere che un ente dica di voler perseguire la ricerca in campo medico: sarà poi l’organo di gestione, di volta in volta, a decidere quali tipo di attività portare avanti a seconda del momento e delle risorse.

La fondazione può portare avanti anche un’attività d’impresa, purché sia per raccogliere denaro utile allo scopo. È il caso questo della vendita di gadget o della promozione di spettacoli o corsi a pagamento per il pubblico.

La fondazione deve essere assolutamente gestita da un organo amministrativo, dentro il quale il fondatore non ha nessun peso o ingerenza. Questo deve controllare che tutti gli atti di gestione siano legittimi.

Il controllo e lo scioglimento

La fondazione gode di autonomia patrimoniale perfetta: questo vuol dire che risponde delle sue azioni con i suoi beni e le sue ricchezze, mentre non vengono toccate quelle dei membri o dei soci. A vigilare sull’attività della fondazione, c’è l’autorità amministrativa che, se lo ritiene necessario, può decidere di sciogliere l’ente nominando un commissario straordinario. Può anche annullare le deliberazioni della fondazione se le ritiene contrarie a norme imperative, al buon costume, o all’ordine pubblico. L’autorità può sospendere gli amministratori e prendere provvedimenti contro di loro se hanno agito in modo non conforme alla legge. Quando una fondazione si scioglie, questa non viene cancellata, ma si modifica solamente il suo scopo tramite un provvedimento dell’autorità amministrativa. È questa che deve decidere quale sarà il nuovo obiettivo, ma nella sua scelta non deve discostarsi troppo dalla volontà originaria del fondatore. Quest’ultimo, però, può anche decidere in questo caso di estinguere la fondazione e donare tutti suoi beni a terzi o a enti che hanno fini simili.

Le fondazioni private

Negli ultimi anni, la legge ha disposto che alcuni enti pubblici cambiassero di natura, diventando fondazioni di diritto privato. Questi provvedimenti hanno riguardato non solo singoli enti, ma anche categorie intere. La legge prevede anche che persino i fondi pensione possano diventare fondazioni riconosciute, così come le casse di previdenza e assistenza ai liberi professionisti. Non sono scampate nemmeno le università statali, che sono state trasformate in fondazioni di diritto privato nel 2001. Queste rientrano nella categoria di “fondazioni di diritto speciale”, nate per cercare di promuovere una collaborazione più stretta tra il settore pubblico e privato.

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