Coronavirus, focolaio tra i corrieri TNT: cosa fare con i pacchi ricevuti

Un nuovo cluster di contagiati in un'azienda di consegne a domicilio fa scattare l'allarme sulla "contagiosità" dei pacchi

Nelle ultime settimane corrieri e addetti alla logistica sono tornati al centro dell’occhio del ciclone. In Emilia Romagna, a distanza di diversi giorni l’uno dall’altro, sono comparsi due focolai di nuovo Coronavirus legati proprio al mondo delle consegne a domicilio, con decine di infetti in entrambi i casi.

E’ così scattato l’allarme sanitario non solo tra i colleghi, familiari e conoscenti delle persone risultate positive ai tamponi, ma anche tra tutti coloro che, negli ultimi tempi, avevano ricevuto un pacco dai vettori “incriminati”. Come noto, infatti, il virus ha la capacità di sopravvivere su materiali per alcune ore, o addirittura alcuni giorni. La maggior preoccupazione, dunque, era che i pacchi maneggiati dai corrieri potessero a loro volta infettare le persone che li avevano ricevuti.

Focolai corriere a Bologna: cosa sta succedendo

Come accennato, nel corso delle ultime settimane due differenti magazzini appartenenti ad altrettante società di spedizione hanno visto l’insorgere di focolai di Covid-19, con decine di corrieri contagiati e centinaia di tamponi effettuati nella cerchia amicale e familiare.

Il primo cluster si è sviluppato nella sede Bartolini di Bologna e, nel giro di pochi giorni, il contatore dei contagiati è schizzato oltre quota 100. Il secondo cluster, più recente, riguarda la sede TNT del capoluogo emiliano, dove i contagiati sono qualche decina.

In entrambi i casi, il virus è circolato piuttosto velocemente all’interno degli ambienti di lavoro per poi diffondersi anche tra i familiari. A poco sono serviti gli scioperi dei mesi precedenti, sottolineano le forze sindacali, per chiedere maggiori misure di sicurezza e controllo.

Pericolo Covid-19, cosa fare quando si riceve un pacco

Le autorità sanitarie si sono attivate immediatamente, tentando di circoscrivere il cluster ed evitare nuovi contagi. La paura, però, ha iniziato a serpeggiare tra gli utenti che avevano ricevuto i pacchi dai due vettori. Paure che, però, sembrerebbero essere scientificamente infondate.

Sia l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, sia l’Istituto Superiore di Sanità hanno infatti affermato che, a oggi, non si hanno prove di contagi avvenuti tramite pacchi consegnati da corrieri infetti. Insomma, anche se il virus sopravvive su plastiche, metalli e materiali cartacei, i cartoni da imballagio sembra non abbiano mai infettato nessuno.

Per maggior sicurezza, comunque, si può sempre pensare di pulire i pacchi che si ricevono, e il loro contenuto, con delle salviettine sanificanti e disinfettanti. Ovviamente, quando si ritira il pacco è d’obbligo indossare la mascherina e, se possibile, evitare qualunque contatto con il corriere.

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