Facebook: violati anche 214mila profili italiani

Il caso Facebook-Cambridge Analytica coinvolge 87 milioni di utenti (e non 50), e riguarda anche decine di migliaia di italiani

Mentre in Germania scoppia il caso Bild – un’inchiesta secondo cui Fdp e Cdu della Merkel avrebbero pagato le Poste tedesche per avere i dati degli elettori – il caso Facebook Analytica s’ingrossa. Intanto perché non sarebbero 50 milioni gli utenti coinvolti bensì 87, e poi perché ora ci sono vilazioni certificate anche in Italia.

Facebook ritiene che la società usata dal presidente USA Donald Trump per la sua campagna elettorale, possa aver avuto accesso ai dati di 87 milioni di utenti della propria piattaforma, mentre finora ne aveva stimati 50 milioni. L’annuncio arriva da Mike Schroepfer, Chief Technology Officer del colosso dei social network. “In totale, crediamo che le informazioni di Facebook di 87 milioni di persone, prevalentemente negli States, possano essere state impropriamente condivise con Cambridge Analytica”, scrive Schroepfer.

Attraverso un test di personalità, Cambridge Analytica era riuscita ad accedere a informazioni come la città indicata sul profilo degli utenti o ai contenuti ai quali avevano reagito.
Circa 320 mila persone sono state pagate tra 2 e 5 dollari per rispondere al quiz, cui si poteva accedere autenticandosi con le credenziali di Facebook. L’ app raccoglieva anche altre informazioni, come i like e i dati personali dall’ account di Facebook, e pure quelli degli amici di chi si era sottoposto al test.

Un algoritmo intrecciava quindi i risultati del test di personalità con altri dati pubblici sul social network, per tracciare un profilo psicologico estremamente preciso degli utenti: a queste persone erano indirizzati messaggi di propaganda elettorale mirati. Nel sistema elettorale americano per vincere bastano pochi voti di differenza in alcuni Stati chiave: quindi il lavoro di Cambridge Analytica era focalizzato su Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, dove bisognava convincere gli elettori a non votare per Hillary Clinton ma per Trump. Il nocciolo della questione era identificare gli indecisi e persuaderli. Trump alla fine ha avuto meno voti della sua sfidante, ma avrebbe vinto grazie a questo meccanismo.

GLI ITALIANI – Il ramo italiano della vicenda parte da 57 persone che hanno installato ‘ThisIsYourDigitalLife’, l’app di Aleksandr Kogan, coinvolgendo la loro rete di amicizie. Il totale degli italiani coinvolti ammonta a 214.123 utenti Facebook.

ZUCKERBERG NON FA RETROMARCIA – Mentre Mark Zuckerberg si prepara a dare spiegazioni al Congresso USA l’11 aprile prossimo, Cambridge Analytica rimane nell’occhio del ciclone. Il numero 1 di Facebook ha sottolineato di essere ancora al timone del colosso di Menlo Park. Rispondendo alle domande dei cronisti, ha ribadito: “Penso che la vita sia imparare dagli errori e capire cosa fare per andare avanti”. Alla domanda se qualcuno di Facebook fosse stato licenziato in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, Zuckerberg ha detto che la vicenda è una sua responsabilità. “Non ho intenzione di licenziare qualcuno per gli errori che abbiamo commesso qui”.

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