Facebook aggiorna le condizioni di utilizzo dei dati per le inserzioni

Facebook ha aggiornato le condizioni di utilizzo dei dati per le inserzioni: ha evidenziato quale responsabilità sussistono e di chi sono. Ecco le modifiche

Con lo scandalo-inchiesta Cambridge Analytica, l’utilizzo dei dati personali raccolti online da parte di piattaforme e strumenti digitali è fonte di grande dibattito. È del 10 aprile la testimonianza di Zuckerberg, il padre di Facebook, davanti al Senato americano in merito alla vicenda e del 9 aprile la pubblicazione di un comunicato da parte di Cambridge Analytica, nel quale difende il proprio operato in 10 punti.

Non si sa se a causa dello scandalo che ha portato i riflettori sul social più famoso o se semplicemente per l’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla Privacy in Europa (il GDPR), Facebook ha provveduto ad aggiornare le condizioni di utilizzo dei dati per le inserzioni. La piattaforma ha in particolare aggiornato sia i termini di utilizzo del “pubblico personalizzato”, sia i termini di utilizzo degli “Strumenti di Facebook per i business”

L’aggiornamento vuole ulteriormente specificare fin dove sussistono le responsabilità di Facebook sull’utilizzo dei dati degli utenti e dove invece si parla di responsabilità dell’inserzionista.

Per “pubblico personalizzato” Facebook intende la possibilità di definire meglio il pubblico destinatario dell’inserzione utilizzando dati come indirizzi e-mail e numeri di telefono, forniti dall’inserzionista stesso e caricati sulla piattaforma social. Facebook sottolinea che è l’utente a dichiarare e garantire “di disporre di tutti i diritti e le autorizzazioni necessari e una base legale per divulgare e utilizzare i dati in conformità con tutte le leggi, i regolamenti e le linee guida del settore applicabili.

Se poi si inseriscono i dati per conto di un inserzionista, allora l’utente dovrà impegnarsi a “utilizzare solo i dati personali di quell’inserzionista per creare segmenti di pubblico personalizzati e non aumentare o integrare i dati con altri dati”. Inoltre, “l’utente dichiara e garantisce di avere l’autorità come agente per l’inserzionista”.

Dal canto suo, la piattaforma si impegna a non condividere “i dati con terze parti o altri inserzionisti e cancellerà prontamente i dati dopo che il processo di corrispondenza è stato completato. Facebook manterrà la riservatezza e la sicurezza degli Hashed Data e la raccolta di ID utente di Facebook che comprendono i pubblici personalizzati creati dai dati Hashed (“il proprio pubblico personalizzato”), anche mantenendo le garanzie tecniche e fisiche che sono progettati per (a) proteggere la sicurezza e l’integrità dei dati mentre si trovano all’interno dei sistemi di Facebook e (b) prevenire l’accesso, l’uso, l’alterazione o la divulgazione accidentale o non autorizzata di dati all’interno dei sistemi di Facebook”.

Facebook insomma chiarisce la sua posizione in merito a responsabilità e garanzie di sicurezza fisiche e tecniche. Più avanti dichiara anche che “non è possibile vendere o trasferire segmenti di pubblico personalizzati o autorizzare terze parti a vendere o trasferire segmenti di pubblico personalizzati”. Esattamente quello che invece sembra essere successo nel caso di Cambridge Analytica.

Infine Facebook sottolinea che con il nuovo GDPR gli utenti che creano inserzioni dall’UE e dalla svizzera si impegnano a riconoscersi come “responsabile del trattamento dei dati personali in relazione a tali dati personali e ha incaricato Facebook Ireland Limited di elaborare tali dati personali per suo conto come elaboratore dei dati in conformità con questi termini e le Condizioni di trattamento dei dati di Facebook”.

Ecco perché il nuovo GDPR non piace alle piccole e medie imprese, per le quali Facebook è un canale privilegiato di promozione: non ci saranno chiare norme alle quali adeguarsi, se non la norma della “responsabilità personale”. Un impegno importante e complesso, che probabilmente graverà soprattutto su piccole e medie realtà aziendali. Sembra che Facebook abbia già iniziato a tutelarsi.

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