DPCM in arrivo: scuole, impianti sci e spostamenti. Cosa cambia?

Le nuove misure saranno in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo

Nonostante lo “strappo” di Renzi, non si ferma il lavoro del Governo in attesa di capire cosa succederà nelle prossime ore: il Presidente del Consiglio Conte ha deciso di tentare l’azzardo e nella giornata di ieri ha fatto sapere che chiederà la fiducia alla Camera lunedì. Il giorno si presenterà al Senato.

Intanto, non  si piega la curva dei contagi nel nostro Paese e l’imperativo è scongiurare che i numeri continuino a crescere, nei prossimi giorni. “I dati europei sono in significativo peggioramento. La situazione non può essere sottovalutata. Lavoriamo insieme tempestivamente ad anticipare le restrizioni per evitare una nuova forte ondata“. Questa la linea indicata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, durante l’incontro con le Regioni per definire il perimetro d’azione del nuovo DPCM in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo.

  • Impianti sciistici chiusi fino al 15 febbraio. E’ quanto prevede l’ ultima bozza nella quale si sottolinea che dal 15 di febbraio potranno aprire gli impianti “solo subordinatamente all’adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti”.

 

  • Da lunedì 18 gennaio le scuole superiori di secondo grado “adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica in modo che almeno al 50% e fino ad un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza”.. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie, prosegue il testo, la didattica continua a svolgersi “integralmente in presenza”.

 

  • Per bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. con l’obiettivo dichiarato di evitare assembramenti. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) – si legge nel testo -” l’asporto è consentito esclusivamente fino alle 18″. Nella riunione con il governo di ieri erano state le Regioni a chiedere che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l’asporto in generale.

 

  • Anche nelle zone rosse sarà possibile andare a casa di amici e parenti, nel numero massimo di due persone. In arrivo, poi, una mini-proroga dell’invio delle cartelle esattoriali

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