Dl sicurezza, spunta il Daspo negli ospedali

La misura per contrastare la violenza a medici e personale sanitario bocciata dai medici italiani: "Tutti hanno il diritto di essere curati"

Nel decreto sicurezza entra anche una misura per la sanità, bocciata all’unisono dai medici italiani: il Daspo per gli ospedali.

DI COSA SI TRATTA – Con l’obiettivo di scongiurare le aggressioni a medici e operatori sanitari, il Daspo prevede l’allontanamento di chi intralcia il lavoro dei camici bianchi.
Nell’articolo 21 vengono inseriti i “presidi sanitari nell’elenco dei luoghi che possono essere individuati dai regolamenti di polizia urbana ai fini dell’applicazione delle misure a tutela del decoro di particolari aree urbane”, è scritto nella relazione illustrativa. “Ciò determina la possibilità di applicare tra l’altro la misura del provvedimento di allontanamento del questore, il Daspo urbano, nei confronti dei soggetti che pongono in essere condotte che impediscono l’accessibilità e la fruizione nei suddetti ambiti”.

IL NO DEI MEDICI – “Non possiamo tradire la Costituzione, che tutela la salute di tutti i cittadini, e non vogliamo tradire il codice deontologico che ci impone il dover di curare tutti quelli che hanno bisogno di aiuto”, dice all’Adnkronos Salute il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (FnomCeo) Filippo Anelli, invitando “il governo a chiarire il senso della norma”.

“Noi medici siamo spesso vittime di violenza ma siamo anche i medici dei cittadini, e mai – assicura – verremo meno ai nostri doveri. Invitiamo il Governo a trovare provvedimenti giusti per garantire la nostra incolumità senza ledere il diritto fondamentale di ogni cittadino alla salute”, ammonisce.

In collaborazione con Adnkronos

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