Divorzio, marito e moglie in camere separate: chi paga il mantenimento?

Una separazione dopo l'addio (forzato) al letto coniugale può portare comunque al pagamento degli alimenti?

Non si arriva al divorzio di punto in bianco. All’interno di un matrimonio è necessario attraversare svariate fasi, differenti a seconda del caso specifico, prima di rassegnarsi all’idea che l’unione non possa proseguire. Nello specifico però, che responsabilità ha il coniuge, marito o moglie che sia, che decide di non voler più condividere il letto con la propria metà?

Dormire in camere da letto separate oppure accomodarsi sul divano, per mesi, può rappresentare una crepa insanabile in un matrimonio. Uno scenario che comporta una separazione di fatto all’interno della propria abitazione, il che vuol dire negare qualsiasi sorta di rapporto intimo. Qualora uno dei due non lavori, in caso di divorzio si parlerebbe di mantenimento. È bene chiarire però quali siano le tendenze legali in merito a tale aspetto, qualora il ‘mantenuto’ sia lo stesso coniuge che ha deciso di abbandonare il letto coniugale.

Occorre precisare come tra gli obblighi dei coniugi ci sia non soltanto la convivenza ma anche la reciproca assistenza. Questa, in termini di giurisprudenza, non si limita all’aiuto fisico o psicologico, ma anche ai rapporti fisici. Ciò non vuol dire che uno dei due abbia il diritto di imporsi sull’altro sotto tale aspetto. Il senso è che la privazione di tali rapporti, può rappresentare una valida motivazione per il divorzio e soprattutto una robusta linea legale in fase d’accordo con l’ex anima gemella.

Qualora si riesca a dimostrare che l’addio al letto sia stato deciso dall’altra metà, si potrebbe addossare a quest’ultima la colpa della separazione, non dovendo dunque corrispondere alcun mantenimento. Costringere il o la consorte a non dormire insieme, così come ad avere rapporti intimi, è un atteggiamento contrario al matrimonio stesso e ai suoi principi. Nessuno dunque obbliga ad avere rapporti in sé ma, al tempo stesso, non si può venire meno ai propri ‘obblighi’ e richiedere un mantenimento per sopperire a un’ampia disparità di stipendio o alla totale assenza dello stesso.

Il processo si giocherà dunque sulle prove portate a sostegno di tale tesi. Se l’allontanato dovesse riuscire a convincere il giudice, anche attraverso l’ausilio di materiale multimediale, facilmente ottenibile con gli odierni smartphone, gli alimenti non saranno concessi. Differente però il caso in cui si riesca a dimostrare che l’allontanamento sia soltanto l’apice di un processo d’allontanamento pregresso. In questo caso infatti il mantenimento verrebbe facilmente assegnato.

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