Disdetta Canone Rai 2019: cosa fare entro il 30 giugno

Canone Rai, come inviare in tempo la disdetta: tutto sulla dichiarazione sostitutiva di non detenzione

La procedura da seguire per la disdetta del Canone Rai, nel 2019 come nel 2018, prevede l’invio di una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate. Anche quest’anno, però, tutto deve avvenire entro termini specifici e seguendo un iter preciso. Vediamo quale.

Per disdire il canone Rai non è più necessario il suggellamento dell’apparecchio tv. Per l’anno in corso, difatti, coloro i quali sono titolari di una fornitura di energia elettrica ed hanno intenzione di disdire l’abbonamento (incluso in bolletta), dovranno presentare una dichiarazione sostituiva di non detenzione entro il 30 giugno 2019.

Quello che bisogna fare, tramite autocertificazione, è inviare all’Amministrazione Finanziaria l’apposito modello (Quadro A) compilato, scaricabile direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. L’Ente, in questo modo, verrà messo al corrente del fatto che il contribuente che chiede di disdire il canone Rai non è in possesso di alcun apparecchio televisivo.

Nel 2019, secondo le disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, i termini per l’invio della dichiarazione sono i seguenti:

  • dal 1° luglio 2018 al 31 gennaio 2019 per avere l’esonero dal pagamento per l’intero anno (e quindi per tutto il 2019);
  • dal 1° febbraio al 30 giugno 2019 per essere esonerati dal pagamento nel secondo semestre dell’anno in corso (ovvero da luglio a dicembre 2019).

Tutti quelli che non hanno fatto in tempo a inviare il Quadro A entro gennaio, dunque, possono ancora recuperare chiedendo l’esonero per la seconda metà d’anno rimasta.

La disdetta del canone associato a una specifica utenza elettrica, inoltre, può essere fatta quando il pagamento dello stesso abbonamento viene richiesto alla stessa persona per più utenze contemporaneamente. In questi casi, allora, bisogna inviare lo stesso un’autocertificazione all’AE che, tuttavia, prevede la presentazione di un modulo diverso rispetto a quello del Quadro A.

Il modulo da usare per l’invio della dichiarazione di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito è il Quadro B, anche questo scaricabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tale modello, a differenza del Quadro A, può essere inviato in qualsiasi periodo dell’anno e ha effetto a partire da quanto i presupposti (ovvero presenza di altra utenza soggetta ad addebito) si sono verificati.

Scadenze e termini di cui si deve tenere conto per la dichiarazione di presenza di altra utenza elettrica per l’addebito sono le seguenti:

  • quando i presupposti vengono a crearsi prima del 1° gennaio dell’anno di presentazione della dichiarazione sostitutiva il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno;
  • quando i presupposti ricorrono dal 2 gennaio al 1° luglio dell’anno di presentazione della dichiarazione sostitutiva il canone non è dovuto a partire dal secondo semestre dell’anno;
  • se i presupposti si vengono a creare successivamente al 1° luglio il canone non è dovuto a partire dal primo semestre dell’anno successivo.

Per quanto riguarda invece le modalità di presentazione della disdetta del Canone Rai, per l’invio della dichiarazione sostitutiva il contribuente può:

  • procedere tramite l’applicazione online presente sul sito AE;
  • disdire l’abbonamento tramite intermediari abilitati;
  • inviare tutto tramite Posta Elettronica Certificata all’indirizzo Pec indicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate;
  • spedire i moduli in forma cartacea a mezzo del servizio postale al Sat – c.p.22 Torino, alla raccomandata dovrà essere allegata la copia del proprio documento di identità.

L’Agenzia delle Entrate, onde evitare equivoci, chiarisce anche che entrambe le autocertificazioni, sia la dichiarazione di non detenzione che quella inviata per presenza di altra utenza elettrica per l’addebito, vanno presentate ogni anno. Non bisogna procedere una sola volta per avere l’esonero permanente, poiché la disdetta del Canone va fatta tutti gli anni.

Disdetta Canone Rai 2019: cosa fare entro il 30 giugno