Decreto Cura Italia e Giustizia: lo stop ai procedimenti

Tra le misure messe in campo dal Governo vi è anche la proroga relativa al differimento urgente delle udienze e la sospensione dei termini per i procedimenti civili, penali, tributari e militari

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Con il varo del Decreto Cura Italia, tra le misure messe in campo dal Governo per fronteggiare l’emergenza epidemiologica vi è anche la proroga relativa al differimento urgente delle udienze e la sospensione dei termini per i procedimenti civili, penali, tributari e militari.

Il via libera alla proroga
Il termine inizialmente previsto dal Decreto Legge 8 marzo 2020, n. 11, era fissato al 22 marzo 2020. Il venirsi a complicare della situazione a livello nazionale, tuttavia, ha necessariamente messo in moto il meccanismo della proroga, posticipando tale data al 15 aprile 2020. A disciplinare il contenuto della norma è l’articolo 83 del nuovo Decreto che riprende le linee guida già previste nel D.L. dell’8 marzo. La ratio di tale provvedimento, va da sé, è dettata dal principio generale di assicurare quanto più possibile la permanenza degli addetti ai lavori e dei cittadini coinvolti nei procedimenti della giustizia italiana presso le loro rispettive residenze, con il fine ultimo di fermare il contagio da Covid-19 quanto prima.

La regola è dunque quella della sospensione dei termini e il differimento delle udienze, ma vediamo in quali ambiti questa norma non si applica.

I procedimenti che non conoscono lo stop
In generale le eccezioni vengono previste per tutte quelle fattispecie per le quali la sospensione dei termini o il differimento dell’udienza può produrre grave pregiudizio alle parti, delegando al capo dell’ufficio giudiziario, al Giudice Istruttore o al Presidente del Collegio la decisione mediante una dichiarazione di urgenza da effettuare tramite l’emanazione di decreto non impugnabile.

Riassumendo, le norme emergenziali non interessano le cause di competenza del tribunale per i minorenni, in particolare legate alla sfera delle adozioni. Altro campo in cui non è previsto lo stop è quello relativo ad alimenti, obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, matrimonio o affinità. Restano esclusi dal Decreto anche i procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona, i procedimenti in materia di tutela, amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione nei soli casi di motivata situazione di indifferibilità e tenendo in considerazione l’età e le condizioni di salute del beneficiario; sono esentati anche i procedimenti relativi a trattamenti sanitari obbligatori in condizioni di degenza ospedaliera per malattia mentale, i procedimenti relativi ad interruzione di gravidanza e, ancora, per casi di protezione contro gli abusi familiari, convalida dell’espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di paesi terzi e dell’U.E., oltre ai procedimenti di cui agli articoli del Codice di Procedura Civile 283, 351 (Provvedimenti sulla provvisoria esecuzione in appello), e 373 (Sospensione dell’esecuzione a seguito di ricorso per Cassazione).

Il decreto continua assicurando la prosecuzione ordinaria per procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo, di quelli a carico di persone detenute e nei quali si sono applicate misure cautelari o di sicurezza, per procedure nei confronti di minorenni e per quelle che presentano carattere d’urgenza per la necessità di assumere prove irripetibili. Al quarto comma viene inoltre precisato che nell’ambito della giustizia penale è prevista la sospensione del corso della prescrizione e dei termini di durata massima delle misure cautelari.

Viene concesso per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno 2020 ai Capi degli uffici giudiziari, sentita l’autorità sanitaria regionale di concerto con il Presidente della Giunta della Regione e il Consiglio dell’ordine degli avvocati, di poter adottare ulteriori misure volte al contrasto del contagio dell’epidemia presso i locali della Giustizia italiana. In particolare può applicarsi la limitazione dell’accesso, garantendolo solo a chi debba svolgere attività urgenti; limitare gli orari di apertura al pubblico; scaglionare l’accesso ai servizi previo appuntamento telematico evitando forme di assembramento.

È stata prevista anche la possibilità di celebrare le udienze a porte chiuse o, per quelle civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, mediante collegamenti da remoto in modo telematico, assicurando tuttavia modalità con le quali venga salvaguardato il contraddittorio.
Sono state introdotte inoltre modalità telematiche di comunicazione e notificazione di avvisi ed atti.

Il comma 16 apre la delicata parentesi dedicata agli aventi diritto alle visite negli istituti penitenziari. Tema che ha scosso il sistema penitenziario nelle scorse settimane, vedendo crescere nelle carceri italiane rivolte spontanee di detenuti e relativi familiari. La norma impone colloqui a distanza mediante apparecchiature o collegamenti forniti dall’amministrazione penitenziaria o mediante corrispondenza telefonica. Concesso inoltre alla magistratura di sorveglianza di attuare l’eventuale sospensione fino al 31 maggio 2020 delle misure premiali di semilibertà e permessi.

Michele Barba – Fisco 7

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