Decreto 16 maggio: le sanzioni per chi non rispetta le regole dal 18 maggio al 31 luglio

Cosa si rischia se non si rispettano le regole? Ecco tutte le sanzioni per chi non si adeguerà alle norme della nuova Fase 2

Dopo un’intera giornata di discussioni, terminata di notte, il Consiglio dei Ministri, su proposta del premier Conte e del ministro della Salute Roberto Speranza, ha approvato il decreto-legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il nuovo decreto dal 18 maggio al 31 luglio

Il nuovo decreto che scandisce i nuovi tempi della Fase 2 (qui lo speciale QuiFinanza) dell’emergenza sanitaria a partire da lunedì 18 maggio.

Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Sanzioni

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del Codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con una sanzione amministrativa che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica anche la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

Dove necessario, per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni. In caso di reiterata violazione della stessa disposizione, la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

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