Covid, sette Regioni in zona gialla. Ipotesi tampone ai vaccinati

Si salva per ora la Lombardia. Ipotesi obbligo di tampone anche per i vaccinati per accedere ai grandi eventi.

Manca ancora l’ufficialità, che sarà data in giornata dal monitoraggio dell’Iss e le decisioni della cabina di regia, ma è certo che a partire da lunedì 20 dicembre sette Regioni italiane passeranno in zona gialla.

Regioni in zona gialla

I dati sull’incidenza dei contagi e sull’occupazione ospedaliera (intensive e reparti ordinari), infatti, non lasciano spazio a dubbi. Veneto, Liguria, Marche e provincia autonoma di Trento si uniranno a Friuli Venezia Giulia, Alto Adige e Calabria. Una zona gialla che non cambierà comunque granché per i cittadini interessati, dal momento che le regole sono le stesse fatto salvo l’obbligo di mascherina anche all’aperto, che molte grandi città stanno valutando a prescindere dal colore.

Zona gialla, regole

La ‘retrocessione’ in zona gialla prevede nuove regole, a cominciare dalla principale misura: la mascherina diventa obbligatoria anche all’aperto. Per il resto, il punto di riferimento rimane il Super green pass: il certificato riservato a vaccinati e guariti garantisce l’accesso ad una serie di attività e di servizi. Il Super green pass consente di entrare nei ristoranti al chiuso e sedersi al tavolo.

Zona gialla, Lombardia per ora salva

Salva la Lombardia, che presenta oltre 250 casi ogni 100mila abitanti ma ha visto scendere il tasso di ospedalizzazione al di sotto del 15%, per effetto dell’annuncio di un aumento di posti letto nei reparti ordinari fatto mercoledì scorso (540 in più). Fra le Regioni sotto osservazione il Lazio, che presenta 235 casi ogni 100mila abitanti ed un tasso di ospedalizzazione al 12,5%, e l’Emilia Romagna, che conta 291 casi ogni 100mila abitanti ed un tasso di riempimento dei reparti ordinari del 12%.

Ipotesi tampone anche ai vaccinati

Frattanto, il coordinatore del Cts Franco Locatelli, intervistato da Sky Tg24, ha avanzato l’ipotesi dell’obbligo di tampone anche per i vaccinati per accedere ai grandi eventi. “Un’ipotesi da considerare se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare”, afferma Locatelli, parlando anche della possibilità di reintrodurre l’obbligo di mascherina all’aoerto a prescndere dal colore delle regioni.

Variante Omicron

Tra il 14 e il 15 dicembre altri 502 casi di variante Omicron sono stati confermati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo (Ue/See), per un totale complessivo di 2.629, secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dall’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Se il dato più alto è quello segnalato dalla Norvegia (1.498), avendo questo Paese deciso ora di considerare confermati anche i casi probabili di Omicron, l’Italia è ferma invece a quota 27 da un po’ di giorni.

Secondo le informazioni provenienti da fonti pubbliche, casi confermati di Omicron sono stati segnalati in tutto da 27 Paesi Ue/See, tra cui: Austria (59), Belgio (90), Croazia (3), Cipro (3), Repubblica Ceca (9), Danimarca (310 solo quelli confermati da sequenziamento), Estonia (6, numero minore rispetto al precedente perché sono stati esclusi casi erroneamente conteggiati come confermati), Finlandia (20), Francia (170), Germania (102), Grecia (5), Ungheria (2), Islanda (20), Irlanda (18), Lettonia (14 ), Liechtenstein (1), Lussemburgo (1), Paesi Bassi (80), Portogallo (69), Romania (11), Slovacchia (3), Spagna (51) e Svezia (51), e i due nuovi Paesi che segnalano per la prima volta la presenza di Omicron in questo ultimo aggiornamento, cioè Lituania (2) e Slovenia (4). Oltre a questi, diversi Paesi hanno segnalato una serie di casi probabili.

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