Covid, la Norvegia sconsiglia i viaggi in Italia e impone la quarantena

Il Paese nordico ha ufficialmente sconsigliato i viaggi non essenziali verso il nostro Paese, che è passato da un codice giallo a un codice rosso: isolamento obbligatorio dal 5 settembre

Il governo della Norvegia ha ufficialmente sconsigliato i viaggi non essenziali in Italia e Slovenia, introducendo la quarantena di 10 giorni per gli arrivi dai due Paesi, a partire dal prossimo 5 settembre. Lo ha confermato un comunicato del Ministero degli Esteri norvegese: una scelta presa nell’ambito delle misure di contrasto al coronavirus che riguardano anche altre nazioni. Oltre all’Italia, stesso trattamento per chi arriverà da San Marino e Città del Vaticano.

La Norvegia mette in quarantena chi arriva dall’Italia: gli altri Paesi a rischio

Sulla base della valutazione settimanale dell’Istituto norvegese di sanità pubblica sulla situazione relativa al Covid-19, il ministro Ine Marie Eriksen Søreide ha deciso di sconsigliare i viaggi non essenziali in Italia, Slovenia e diversi paesi dell’area Schengen/See (Spazio economico europeo). Questi paesi vengono modificati da giallo a rosso sulla mappa che mostra lo stato della quarantena all’ingresso nella nazione nordica dall’Europa.

Dal 5 settembre, quindi, chiunque arriverà in Norvegia da alcuni Paesi (Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e alcune regioni della Svezia e della Danimarca) dovrà stare in quarantena per 10 giorni.

Norvegia, ma non solo: anche l’Estonia sconsiglia l’Italia

Ma la Norvegia non è l’unico Paese a temere gli arrivi dall’Italia. Tutti i viaggiatori provenienti dal nostro Paese, infatti, sono sottoposti alla quarantena anche in Estonia dal 31 agosto scorso. La comunicazione è presente anche sul sito dell’ambasciata italiana a Tallin, la capitale estone.

Per quel che riguarda i rapporti tra l’Italia e gli altri Paesi europei, dal 3 giugno le persone che entrano o rientrano dagli stati membri dell’Unione europea (Austria, Belgio, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria), da quelli che fanno parte dell’accordi Schengen (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera), dal Regno Unito, dall’Irlanda del Nord, da Andorra e dal Principato di Monaco non sono più sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per 14 giorni, con l’eccezione di Bulgaria e Romania e a meno che non abbiano soggiornato in Paesi diversi nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia. Rimane l’obbligo di compilare un’autodichiarazione.

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