Covid, le Regioni sono libere di comprare i vaccini: ecco quali

Le Regioni, se vogliono, sono libere di acquistare vaccini anti-Covid che non siano coperti dalla strategia dell'Ue

Alcune Regioni italiane hanno ventilato la possibilità di procedere autonomamente all’acquisto di vaccini contro la Covid-19, al di fuori del programma Ue.

Un portavoce della Commissione europea ha precisato che “tutti gli Stati membri hanno concordato di lavorare congiuntamente, nell’ambito della strategia dell’Ue per i vaccini anti-Covid. Questo comporta diritti e obblighi”. C’è una possibilità, tuttavia: “Ciascuno Stato membro ha il diritto di esercitare l’opt out da un contratto negoziato con una specifica società e di impegnarsi, in seguito, in negoziati bilaterali con la società”.

Quali sono i vaccini

In pratica le Regioni, se vogliono, sono libere di acquistare vaccini anti-Covid che non siano coperti dalla strategia dell’Ue.
Però, aggiunge il portavoce, “se uno Stato membro non esercita l’opt out, allora ha l’obbligo di non negoziare in parallelo con la società”. Se uno Stato Ue rinuncia, per motivi suoi, ad acquistare le dosi di vaccino cui avrebbe diritto, allora queste possono essere acquistate dagli altri Stati membri, se vogliono.
Finora nessun Paese, neppure l’Italia che al contrario fa parte del ristretto gruppo di Stati che hanno fatto da apripista alla strategia Ue sui vaccini, ha esercitato il diritto di opt out.

Ricordiamo che la Commissione ha siglato contratti di acquisto anticipato con Pfizer-BionTech, Sanofi-Gsk, Janssen di Johnson & Johnson, AstraZeneca, Curevac e Moderna. Ne sta concludendo un settimo con NovaVax e un ottavo è in gestazione con Valneva. Finora i vaccini autorizzati dall’Ema sono Pfizer-Biontech, Moderna e AstraZeneca.

Le Regioni sono libere di acquistare vaccini non coperti dalla strategia vaccinale

“I vaccini che sono stati comperati o negoziati dalla squadra dei negoziatori, con la Commissione e gli Stati membri tutti coinvolti, sono parte del portafoglio e la strategia non permette negoziati paralleli. Questo è molto chiaro”, spiega il portavoce della Commissione Europea per la Salute Stefan de Keersmaecker.

“Se invece – continua – parliamo di vaccini che non sono coperti dalla strategia vaccinale, cioè comprati, manufatti o prodotti da società con cui non abbiamo accordi di acquisto anticipato, allora Stati o Regioni possono concludere contratti con tali sviluppatori lo possono fare: non c’è nulla nella strategia sui vaccini che lo impedisca. La principale domanda da farsi è se parliamo di vaccini coperti dalla strategia vaccinale oppure no“.

“La salute è una competenza nazionale”

Il portavoce capo Eric Mamer ricorda che, “in linea generale, la salute è una competenza nazionale. Noi abbiamo deciso di attuare una strategia, in questa crisi, che consiste nel negoziare un certo numero di accordi di acquisto anticipato con un certo numero di società”.

“Al di fuori di essa – continua Mamer – si applicano le normali competenze: la salute è competenza nazionale, con un ruolo di coordinamento per l’Ue su determinati aspetti. La pandemia indica la necessità di pensare a come l’Ue può prepararsi meglio a crisi sanitarie che non conoscono confini, e per questo abbiamo avanzato proposte per l’Unione della salute. Ma è un cantiere: la base è che le questioni legate alla salute sono competenza degli Stati membri”.

In collaborazione con Adnkronos

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Covid, le Regioni sono libere di comprare i vaccini: ecco quali